Fiat lancia la nuova campagna promozionale per febbraio e marzo con lo spot “Piero Chiambretti sulla neve”, pensato per accompagnare le offerte commerciali e agganciarsi al clima dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026. A dieci anni dall’ultima collaborazione, il conduttore e autore televisivo torna a essere il volto – e il concept creativo – della comunicazione del marchio torinese.
Una scelta che punta dichiaratamente sull’ironia e sulla riconoscibilità, ma che solleva più di una perplessità sul piano strategico. In un momento in cui Fiat sta cercando di ringiovanire il pubblico, elettrificare la gamma e parlare a una generazione cresciuta con linguaggi e riferimenti diversi, il ritorno a Chiambretti appare come un’operazione fortemente nostalgica, più rivolta al passato che al futuro.
Lo spot: fantasia e teatro, ma senza sorpresa
Ambientato in un teatro di posa, lo spot – declinato in due versioni – gioca sul confine tra realtà e finzione con uno stile cartoonish e onirico. L’apertura è affidata a un frigorifero vintage Fiat dal quale Chiambretti emerge con la battuta “Quando vedo una Fiat, mi sciolgo!”. Da lì prende forma una sequenza coreografica sulle note della Hungarian Dance, con le vetture protagoniste (Pandina Hybrid, 500 Hybrid, Grande Panda benzina e ibrida, 600 ibrida ed elettrica) che “danzano” insieme ad atleti ispirati alle discipline olimpiche.
Il risultato è tecnicamente curato, visivamente coerente e fedele al linguaggio storico del brand: ironico, leggero, rassicurante. Proprio qui sta il limite. In un panorama pubblicitario sempre più affollato e competitivo, lo spot non sorprende davvero, né rompe gli schemi. È una Fiat che parla di Fiat, con codici già noti e un testimonial che appartiene a un’altra stagione televisiva.
Il nodo del testimonial
La domanda è inevitabile: era davvero Chiambretti la scelta migliore oggi? Se l’obiettivo è intercettare nuovi clienti, soprattutto giovani, digitali e sensibili ai temi di sostenibilità e tecnologia, forse sarebbe stato il momento di osare di più. Un volto nuovo, più vicino alle piattaforme social o al mondo dell’innovazione, avrebbe potuto dare maggiore coerenza al messaggio di rinnovamento della gamma.
Il rischio è che la campagna funzioni bene sul pubblico tradizionale, ma parli poco – o per nulla – a chi Fiat dovrebbe conquistare domani.
Le offerte restano il vero messaggio
Al netto della comunicazione, il cuore della campagna sono le promozioni aggressive: Pandina Hybrid da 9.950 euro, Nuova 500 Hybrid da 15.950 euro, Grande Panda benzina da 14.950 euro e 600 Hybrid da 18.950 euro, con finanziamento Stellantis Financial Services e, in alcuni casi, rottamazione.
Ed è forse qui che si gioca davvero la partita: sui prezzi, più che sullo storytelling. Perché mentre lo spot guarda indietro, il mercato – e il pubblico più giovane – chiede a Fiat uno scatto deciso in avanti.





Nessun commento:
Posta un commento