Il Consiglio di Sorveglianza ha approvato all’unanimità il Future Plan 2030, il programma strategico più profondo nella storia del Gruppo, destinato a ridefinirne struttura industriale, portafoglio prodotti e organizzazione. L’obiettivo è costruire un’azienda più competitiva e resiliente in un mercato automobilistico attraversato da una trasformazione tecnologica e industriale senza precedenti.
«Investiremo una somma nell’ordine delle centinaia di miliardi per rendere i nostri Brand iconici ancora più attrattivi, forti e competitivi», ha dichiarato il CEO Oliver Blume. Il piano punta, entro il 2030, a 9 milioni di veicoli venduti ogni anno e a un margine operativo del 9%, pari a circa 31 miliardi di euro di risultato operativo.
Meno modelli, maggiore redditività
Uno dei pilastri del Future Plan è la drastica semplificazione dell’offerta. Entro il 2035 Volkswagen prevede di ridurre di circa il 50% il portafoglio modelli e del 75% la complessità dell’offerta, concentrando risorse e volumi su prodotti prioritari, caratterizzati da maggiore contenuto tecnologico, design distintivo ed economie di scala.
Parallelamente, il Gruppo punta sull’Operational Excellence, coinvolgendo ricerca e sviluppo, acquisti, produzione, qualità, vendite e funzioni centrali per rendere i processi più efficienti e veloci.
La capacità produttiva sotto esame
Il piano affronta anche il tema della sovracapacità industriale europea. Volkswagen stima che l’attuale capacità produttiva superi la domanda di oltre 500 mila unità. Per gli stabilimenti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm non è oggi garantita un’allocazione produttiva competitiva nel periodo 2031-2034. Entro giugno 2027 dovrà essere definita una struttura produttiva europea sostenibile, valutando anche possibili utilizzi alternativi degli impianti.
Organico e capitale: la cura dimagrante
La trasformazione coinvolgerà anche l’occupazione: il Future Plan prevede un adeguamento dell’organico globale di circa 50 mila posizioni, compresi i ruoli manageriali, per allineare la capacità occupazionale all’evoluzione della domanda e alla crescente pressione competitiva.
Sul fronte finanziario, Volkswagen intende inoltre ridurre di circa un terzo il portafoglio di partecipazioni e attività, mantenendo quelle con un contributo strategico e finanziario più evidente al core business.
Nord America e Cina resteranno mercati strategici, ma con approcci più selettivi: negli Stati Uniti il focus sarà sui segmenti maggiormente redditizi, mentre in Cina il Gruppo punta anche a rafforzare le esportazioni verso il cosiddetto “Sud globale”.
Con l’approvazione del Consiglio di Sorveglianza, il Future Plan 2030 passa ora dalla pianificazione all’attuazione. Per Volkswagen comincia così una fase decisiva: meno complessità, maggiore efficienza e capitale concentrato sulle attività considerate strategiche.





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