giovedì 4 aprile 2013

Subaru Italia: questo trasferimento non “s’ha da fare”


Ecco la lettera integrale scritta e firmata da 43 dipendenti Subaru
Spett. Fuji Heavy Industries, siamo  i  43  impiegati  di  Subaru Italia  che  da  molti  anni  mettono a  disposizione  le  proprie  competenze professionali per far crescere questa società.
Il  giorno  1 marzo  scorso ci  è  stato comunicato  dalla  Direzione  di  Subaru Italia,  con  una  lettera  di  poche righe,  che  entro  il  30  giugno  prossimo  la  sede dell'azienda  verrà  spostata in  un  congestionato  e  caotico quartiere della città di Milano.
Questa decisione, qualora confermata, costringerà inevitabilmente (e nostro malgrado) quasi tutti noi – che viviamo con  le nostre famiglie nei pressi dell'attuale  sede – ad  interrompere la  nostra lunga collaborazione con Subaru. E pertanto probabilmente comporterà per Subaru la perdita di gran parte  delle esperienze, delle professionalità e del know-how faticosamente costruiti in molti anni.
Subaru è presente nell'attuale sede di Ala (situata nelle vicinanze di Verona,  ma nel territorio della Provincia autonoma di Trento) da ormai 25 anni. Alcuni di noi lavorano con Subaru fin dall’inizio e tutti noi siamo particolarmente  affezionati  a  questa nostra azienda.  Considerato  che  l'eventuale  trasferimento  comporterà per  noi  il dramma della  perdita  del  lavoro,  oltretutto  in  un momento occupazionale  difficilissimo  per  l'Italia, abbiamo ritenuto fosse nostro diritto, dopo molti anni di collaborazione, conoscere i motivi che hanno ispirato questa scelta.
In risposta alla nostra richiesta, lo scorso 22 marzo  il Presidente Kageyama ci ha consegnato il documento che   alleghiamo.  I  motivi  addotti  in  tale  documento  per  giustificare  il  trasferimento  a  Milano  ci  paiono assolutamente opinabili e inconsistenti e, fatti gli opportuni approfondimenti, ci sentiamo di affermare che  la scelta di spostarsi dall'attuale sede ci appare controproducente per la stessa Subaru.

Il  fatto  che  l'attuale  sede di  Ala  non  possa soddisfare  i  requisiti  richiesti  da  Fuji  ci  sembra infatti  frutto  di un'analisi affrettata, non supportata da dati oggettivi e soprattutto probabilmente derivante da una scarsa conoscenza del territorio italiano.
In primo luogo, prima ancora di addentrarci sulla comparazione tra l'attuale sede e l'eventuale nuova destinazione,  è  bene rimarcare  che  il  nostro lavoro  viene  svolto,  quasi  per  la  sua interezza,  attraverso le tecnologie informatiche e di telecomunicazione, cosa questa che  rende in ogni caso scarsamente rilevante l'allocazione fisica dell'azienda. Per  più di quindici anni Subaru si è servita di un magazzino auto  a Livorno, distante più di 350 Km, ma questo non ha influito sulla gestione della società.

Sappiamo bene che negli ultimi tre anni, in coincidenza col subentro del nuovo management locale, la sopravvivenza  di  Subaru Italia  è  stata garantita  dalla  copertura, da  parte  della  Casa Madre,  delle  grosse perdite  subite.  Fatichiamo  tuttavia  a  comprendere come  lo  spostamento della  sede – che  peraltro  da  solo comporterà ulteriori svariati milioni di Euro  di perdite – possa essere ritenuto la chiave per  risolvere questo problema. In ogni modo,  se da un lato è ben vero che il mercato italiano ha visto nel recente periodo un forte calo  dei  volumi  di  vendita  di  Subaru, con  conseguenti  perdite  per  Subaru Italia,  dall'altro  lato  è  tuttavia opportuno sottolineare come  questo calo sia stato conseguente al crollo dell'intero mercato dell'auto in Italia, mentre le quote  di mercato di Subaru in raffronto coi propri concorrenti, pur in un contesto negativo, sono dal 2006   ad   oggi   costantemente  cresciute.   Viceversa,   e   paradossalmente,   nei   Paesi   europei   nei   quali l'importatore   Subaru  ha   sede  in   grandi   centri   economici,   le   quote   di   mercato  di   Subaru  si   sono progressivamente ridimensionate.
Da quando Subaru si è insediata ad Ala, circa un quarto  di secolo fa, ha avuto   un incremento delle vendite costante, è riuscita ad  ottenere importanti contratti con gli enti pubblici, ha  concorso al Campionato Italiano Rally vincendo 3 titoli nel 1997,  nel 2004  e nel 2007  (attività abbandonata nel 2010  con l’arrivo della nuova direzione),  ha  ricevuto  attestati  di  merito  nell’ambito  del  FHI  Technical  Report   Award  (selezionato  tra  i migliori  report  tecnici  ricevuti  da  FHI durante l’anno  in  base all’importanza  del  problema,  al  contributo  per migliorare  la  qualità  e  alle  caratteristiche  del  report),  ha  insomma  dimostrato  coi  fatti  che  la  sede della società non influisce sulla professionalità del personale e sui risultati.

Riteniamo un errore  preferire Milano per motivi legati ai collegamenti ed ai mezzi di trasporto. L'attuale sede di  Ala,  infatti,  fu non  a  caso a  suo tempo  scelta  da  Subaru proprio  perché si  trova  a  poca  distanza  da Verona,  che rappresenta uno dei più importanti crocevia europei sulle direttrici nord-sud (nord Europa- Mediterraneo) ed est-ovest (Atlantico-Russia), ma allo stesso tempo  si trova all'interno del territorio della Provincia autonoma di Trento, che offre alle imprese vantaggi imparagonabili con qualunque altra regione italiana. Da allora, trascorsi 25 anni, il sistema dei collegamenti si è enormemente evoluto ed è tuttora in evoluzione.  L'aeroporto internazionale  Valerio  Catullo  di  Verona  (situato  a  nord  della  città,  a  pochi  minuti d'auto  dall'attuale sede di Subaru Italia) offre collegamenti con tutti i Paesi europei ed è in costante crescita. Sono  in fase di realizzazione le moderne tratte  ferroviarie sui corridoi pan-europei Lisbona-Kiev (Corridoio 5) e  Berlino-Palermo  (Corridoio  1),  che   si  incrociano  proprio  a  Verona.   Sempre a  Verona   s'incrociano  le autostrade A4 (che  attraversa l'intera  pianura  padana) e  A22  (che  collega  l'Italia  con  la  Germania).  La possibilità  di  organizzare  agevolmente  meeting  presso l'attuale  sede è assolutamente  garantita  dall'attuale collocazione  e  lo  sarà  nel  prossimo  futuro  ancor  di  più.  Anche  il  collegamento  con  le  principali  città  della Svizzera, primo mercato europeo per Subaru, è da  Ala non meno  disagevole che  da  Milano, eccezion fatta per la sola piccola città di Lugano.
Gran  parte  degli importatori delle maggiori aziende automobilistiche hanno sede in città diverse da  Milano. Questo dovrebbe suggerire che  Milano – nonostante sia riconosciuta internazionalmente come  una  capitale economico-finanziaria – non è considerata idonea dalla maggioranza dei marchi automobilistici. Ad esempio, il marchio che  sta riscuotendo maggior successo in Europa, Volkswagen, ha sede proprio a Verona,  ossia a pochi  chilometri  dall'attuale  sede di  Subaru Italia.  Stessa  collocazione  è  stata scelta  da  Honda.  Molti altri marchi hanno preferito Roma  o Torino.

In nessun altro territorio italiano come  nella Provincia di Trento  esistono istituzioni ed autorità competenti in grado  di  prendere decisioni  in  tempo  reale.  Il  Trentino  è  una  Provincia  autonoma, che  gode  assieme  alla vicina  Provincia  di  Bolzano  di  uno  Statuto Speciale,  unico  rispetto  a  tutte  le  altre  regioni  italiane,  che  gli garantisce fortissimi poteri di autogoverno, nonché una  forte autonomia finanziaria. È un territorio montano, relativamente  piccolo  (poco  più  di  mezzo milione  di  abitanti),  nel  quale  interloquire  con  le  istituzioni  di governo è semplice e veloce, e che  grazie allo Statuto di autonomia dispone di ingenti risorse economiche, superiori a quelle di qualsiasi altra regione italiana. Ad esempio Il sottopasso ferroviario recentemente inaugurato,  realizzato  su richiesta  e  ad  uso esclusivo  di  Subaru Italia,  è  stato interamente  realizzato  per volontà  e  con  le  risorse  (due  milioni  di  Euro)  della  Provincia  di  Trento:  in  nessun'altra  regione  italiana  ciò sarebbe mai stato possibile.

La Provincia di Trento è oggi uno dei territori culturalmente più prestigiosi e vivaci d'Italia, dove  trovano  sede istituzioni che  hanno avuto  notevoli riconoscimenti mondiali. Ad esempio, a Trento ha sede il Centre for Computational   and    Systems  Biology   (CoSBi),   centro    di   ricerca   inaugurato   nel   2003    grazie   alla collaborazione  tra Microsoft Research e Università  di  Trento,  che  si  occupa di “biologia computazionale”  e “biologia  dei  sistemi”.  Nella  stessa  città  l'OCSE  (l'Organizzazione  per   la  Cooperazione  e  lo  Sviluppo Economico)  ha  scelto  di  insediare  la  propria  unica  sede periferica  al  mondo,  dopo  la  sede principale  di Parigi. Sempre nei pressi di Trento  ha  sede il Centro  Ricerche Fiat. Rovereto ospita uno  dei più importanti musei  d'arte  moderna e  contemporanea d'Italia,  il Mart, realizzato  dall'architetto  Mario  Botta.  A Trento  sta per nascere (è in fase di ultimazione) un grande museo di Scienze Naturali (Muse), disegnato dall'architetto Renzo Piano.  Rovereto e  Trento,  assieme  a  Bolzano  e  Bressanone, hanno ospitato  nel  2008  la  settima edizione  di  Manifesta,  una  delle  più  prestigiose  biennali  europee di  arte  contemporanea. L’Università  di Trento  primeggia  ogni  anno,  con  ogni  sua Facoltà,  nelle  classifiche  di  valutazione  elaborate  dai  principali quotidiani  italiani,  secondo indicatori  quali  servizi,  borse di  studio,  strutture, ecc.   In  particolare  l'Ateneo trentino  è  noto   per   essere  il   più  “internazionalizzato”  tra  quelli  italiani  e,  sempre  grazie  ai  poteri  di autogoverno della Provincia di Trento,  può annoverare numerosi docenti provenienti da tutto il mondo, opportunità  preclusa  a  tutte   le  altre  Università  italiane.   E  ancora:  il   Trentino  vanta   il   più  alto  tasso d'investimento  in  ricerca  d'Italia,  ben  al  di  sopra delle  medie  europee, e  ha  dato  vita  ad  alcuni  importanti istituti di ricerca che collaborano attivamente con tantissime aziende private.

È  ben  vero  che  Milano  ospita  alcuni  consolati  ed  autorità  internazionali  (ma  non  certo  come  la  capitale Roma)  che possono agevolare l'inserimento di Subaru in altri mercati. Ma è altrettanto vero che l'attuale collocazione  ad  Ala  non  ha  impedito  a  Subaru Italia  di  inserirsi  nei  mercati  austriaco,  sloveno,  slovacco, croato  e per ultimi quelli rumeno e bulgaro, senza aver incontrato particolari difficoltà.

Non comprendiamo  come  i rapporti  con  banche ed  istituti  di  credito  di  importanza  internazionale  possano essere influenzati dalla collocazione geografica di Subaru Italia. Se  lo fossero, crediamo conti maggiormente il fatto che  la Provincia di Trento  ha il rating più alto di qualunque altra regione italiana secondo le principali agenzie  di  rating  internazionale  (Moody's e Fitch).  In ogni  caso, riteniamo  che  banche ed  istituti  di  credito diano più importanza ai bilanci ed ai piani industriali delle aziende che  non al fatto che  il potenziale cliente si trova a pochi metri dai propri uffici.

Infine, un'ultima considerazione. In Trentino si trovano  le Dolomiti, recentemente dichiarate dall'UNESCO “patrimonio dell'umanità”.  Sono  tra le montagne più famose  e spettacolari del  mondo,  che  sono state culla dell'alpinismo e di tante  discipline sportive. Ogni anno  le montagne del Trentino ospitano eventi sportivi legati alla  montagna  trasmessi  in  mondovisione.  Il  Trentino  è  insomma  sinonimo  di  montagna.  E  Subaru  è sinonimo nel mondo  di trazione integrale. A quale altro territorio Subaru dovrebbe legare in maniera forte la propria immagine se non al Trentino? Noi riteniamo che  questa connessione, ricca di potenzialità, sia stata ancora poco  sfruttata. Inoltre, il Trentino è riconosciuto come  uno  dei territori più attenti alla conservazione dell'ambiente  e  più  all'avanguardia  per  quanto concerne la  green  economy. Che  senso  avrebbe legare l'immagine di Subaru alla caotica, inquinata e congestionata Milano?

Noi dipendenti di Subaru Italia, anche allo scopo di tutelare la nostra dignità di lavoratori che  per moltissimi anni  hanno lavorato  con  passione  e  dedizione,  chiediamo  pertanto a  Fuji  di  interrompere  ogni  decisione volta  a  trasferire  la  sede della  società  a  Milano  e  ad  approfondire  meglio  la  questione,  prima  di  compiere scelte dannose e irreparabili per la stessa società.

I 43 impiegati di Subaru Italia

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