In soli 122 giorni, l'esploratrice keniota Becky Kim ha percorso 45.470 chilometri attraversando 60 Paesi a bordo del suo INEOS Grenadier Trialmaster di serie, trasformando un sogno in una delle imprese overland più straordinarie degli ultimi anni.
Partita il 13 febbraio da Nairobi insieme alla co-pilota Bonnie Koko, Becky ha raggiunto Cape Agulhas, il punto più meridionale dell'Africa, per poi risalire l'intero continente, attraversare l'Europa e spingersi fino a Capo Nord, in Norvegia. Un itinerario estremo, che l'ha portata dai paesaggi aridi del Kalahari e del Sahara fino alle temperature glaciali del Circolo Polare Artico, affrontando ogni tipo di terreno e condizione climatica.
L'impresa assume un valore ancora maggiore se si considera che l'intera spedizione è stata affrontata senza alcun team di supporto, utilizzando esclusivamente mappe tradizionali per la navigazione. Ogni frontiera superata è stata celebrata con una bandierina applicata sul lunotto posteriore del Grenadier, trasformando il fuoristrada in un autentico diario di viaggio.
Secondo quanto riportato, Becky Kim potrebbe essere la prima donna keniota ad aver completato il celebre itinerario "Cape to Cape", che collega l'estremo sud dell'Africa con il punto più settentrionale d'Europa. Un traguardo che testimonia determinazione, spirito d'avventura e una straordinaria capacità di affrontare l'imprevisto.
Protagonista silenzioso dell'impresa è stato l'INEOS Grenadier Trialmaster, rimasto completamente di serie per tutta la durata del viaggio. Nessuna preparazione speciale, nessuna modifica: solo la robustezza del progetto originale. I differenziali bloccabili, la presa d'aria rialzata, gli pneumatici BFGoodrich All-Terrain KO2 e il motore diesel BMW B57 hanno garantito trazione, affidabilità e resistenza lungo oltre 45.000 chilometri di piste, deserti, strade asfaltate e percorsi artici.
Al termine del viaggio, Becky e Bonnie hanno raggiunto Londra, dove l'avventura si è conclusa simbolicamente davanti allo storico pub The Grenadier, dopo una visita all'Ambasciata del Kenya. Un arrivo dal forte valore simbolico, celebrato anche da INEOS Automotive, che ha sottolineato come questa sia l'ennesima dimostrazione delle capacità del Grenadier nelle mani di chi ama esplorare il mondo.
"Dopo questa esperienza posso dire con certezza che il Grenadier è stato costruito per vivere grandi avventure", ha raccontato Becky Kim. Un'affermazione difficile da mettere in discussione quando un veicolo di serie riesce a collegare l'Africa all'Artico senza supporto logistico, confermando sul campo quelle doti di solidità, affidabilità e versatilità per cui è stato progettato.
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