La mobilità urbana su due ruote cresce, ma le politiche locali faticano a tenere il passo. È il messaggio che emerge dalla decima edizione del rapporto Focus2R, realizzato da Confindustria ANCMA e Legambiente con Ambiente Italia, presentato a Milano. L’indagine, basata sui dati forniti da 94 capoluoghi su 107 interpellati, analizza lo stato di biciclette, scooter e motocicli nelle città italiane, tra infrastrutture, sicurezza e servizi.
Bici, scooter e moto sono ormai una componente strutturale degli spostamenti urbani – che nel 2024 hanno visto la mobilità alternativa all’auto salire al 38,9% – ma il report fotografa un quadro ancora disomogeneo. Crescono intermodalità, sharing e misure di moderazione del traffico, mentre restano carenti investimenti su sicurezza, infrastrutture dedicate e parcheggi. Persistono inoltre forti divari territoriali, soprattutto tra Nord e Sud.
Sul fronte delle biciclette, nel 2024 le vendite si sono attestate a circa 1,35 milioni di unità, di cui 274 mila e-bike. Un dato in calo rispetto ai picchi del post-pandemia, accompagnato da un rallentamento degli investimenti infrastrutturali: nei capoluoghi la dotazione media di percorsi ciclabili è di 10,39 metri ogni 100 abitanti, in lieve flessione sul 2023, pur segnando un +44,9% rispetto al 2015. Migliora invece l’intermodalità, con oltre il 63% dei Comuni che consente il trasporto bici sui mezzi pubblici.
Decisamente positivo l’andamento delle due ruote a motore. Nel 2024 le immatricolazioni di scooter e motocicli hanno superato le 373 mila unità (+10%), con un parco circolante urbano in costante aumento. Più della metà dei Comuni consente l’accesso alle ZTL, ma restano limitati i parcheggi dedicati e, soprattutto, preoccupante l’attenzione alla sicurezza: il 58,6% delle amministrazioni non la considera una priorità, nonostante l’aumento della mortalità dei motociclisti.
Stabili i numeri della sharing mobility, con oltre 50 milioni di noleggi e una forte concentrazione nelle grandi città, mentre sul fronte della sicurezza stradale, pur a fronte di una riduzione della mortalità complessiva, gli utenti delle due ruote continuano a rappresentare una quota rilevante di vittime e feriti.
Per ANCMA e Legambiente il messaggio è chiaro: senza politiche più coraggiose, investimenti strutturali e un deciso cambio culturale, la mobilità urbana su due ruote rischia di restare una risorsa solo parzialmente valorizzata, lontana dagli standard di sicurezza e inclusività delle principali città europee.



Nessun commento:
Posta un commento