martedì 9 aprile 2019

Ford: automobili elettriche? E solo questione di “ricarica”

Qual è il più grande ostacolo all’acquisto di una vettura elettrica? La stazione di ricarica che, quando serve… non c’è.  

 La preoccupazione principale è che le stazioni di ricarica non siano a disposizione quando necessarie. Così Ford ha cercato di rispondere a questa necessità, utilizzando i big data per identificare i luoghi migliori dove far installare nuovi punti di ricarica rapida.
I ricercatori hanno sviluppato un algoritmo, grazie ai dati raccolti in oltre 1 milione di chilometri di guida, includendo gli attuali punti di ricarica, per individuare i luoghi che potrebbero aiutare i conducenti a integrare l’attività di ricarica all’interno della loro operatività, invece di doversi recare appositamente presso tali stazioni.

Dopo un’analisi approfondita nell’area metropolitana di Greater London, il team ha concluso che sarebbe possibile migliorare in modo significativo l’accesso alla ricarica on-the-go attraverso l’implementazione strategica di un numero relativamente piccolo di stazioni di ricarica rapida.

“Essere in grado di raccogliere, analizzare e utilizzare l’enorme quantità di dati disponibili attraverso l’uso dei veicoli esistenti, può fare la differenza per quelli che saranno gli scenari della mobilità urbana del futuro”, ha commentato John Scott, Project Lead, City Data Solutions, Ford Mobility. “Ford è impegnata nello sviluppo di veicoli smart per un ambiente smart – continua Scott - compresi i veicoli elettrici che contribuiranno a rendere le città più ecosostenibili e silenziose. Ma vogliamo anche provare a utilizzare i dati per migliorare l’efficienza degli investimenti nell’infrastruttura necessaria a supportare questo cambiamento”.

Ford City Data Solutions Report
La casa americana ha affrontato questa tematica nel Ford City Data Solutions Report, pubblicato nel dicembre 2018, presentato dal Team di Ford Smart Mobility in occasione del Financial Times Future of Transport di Londra. Il rapporto, utilizzando i dati ottenuti e analizzati con il consenso dei partecipanti, ha raccolto i risultati di oltre 15.000 giorni di monitoraggio di una flotta composta da 160 veicoli commerciali. La flotta ha percorso oltre 1 milione di chilometri, l’equivalente di 20 giri attorno alla terra, producendo 500 milioni di data points.

È da questi dati, acquisiti in un periodo di otto mesi, che i Team Global Data Insight e Analytics di Ford sono stati in grado di identificare i punti di ricarica più strategici per l’utilizzo da parte delle flotte. Sebbene i veicoli della sperimentazione non fossero elettrici, è stato possibile capire il loro funzionamento e prevedere la loro capacità di accedere ai punti di ricarica come se lo fossero.

Monitorando i luoghi di percorrenza, le aree di parcheggio e i tempi delle soste presso tali parcheggi, i Team hanno potuto identificare le modalità in cui la ricarica poteva essere integrata all’interno dei normali viaggi, specialmente per le imprese i cui conducenti effettuano più fermate, ad esempio per le attività di consegna. Si tratta di un approccio che Ford prevede di estendere ad altre città, utilizzando i dati provenienti dai veicoli connessi, per consentire alle amministrazioni cittadine di pianificare in modo più efficace l’utilizzo del budget dedicato alle infrastrutture.

La sperimentazione Cleaner Air for London
Da un’altra interessante sperimentazione che ha coinvolto, sempre nella città di Londra, 20 Transit Custom Plug-In Hybrid (PHEV) Ford, inoltre, ha scoperto che le flotte operavano in modalità completamente elettrica per il 35% del tempo. Tale percentuale aumentava con l’avvicinarsi alle aree più centrali della città, fino al 45% in Greater London e al 68% in Central London.

Tuttavia, durante la sperimentazione, basata su 80.000 chilometri percorsi dalla flotta Plug-In Hybrid (PHEV), non è stato effettuato alcun utilizzo delle strutture di ricarica pubbliche. Si è osservato, infatti, che i veicoli venivano ricaricati sia presso i depositi sia presso le abitazioni private. Inoltre, in media, i veicoli iniziavano la giornata con solo il 45% di carica, sottolineando il valore aggiunto che l’inserimento di stazioni di ricarica, posizionate sui loro percorsi abituali, potrebbe rappresentare. Inoltre, si è riscontrato come gli operatori siano diventati più abili nel ricaricare efficacemente i lori veicoli, soprattutto nei loro depositi, col passare del tempo.

Le stazioni di ricarica rapida possono fornire fino all’80% di ricarica della batteria in un tempo che va dai 30 ai 40 minuti. Al momento, in Europa, circolano più di un milione di auto elettriche e si prevede che, in tutto il mondo, i veicoli elettrici rappresenteranno la maggior parte di tutte le nuove automobili vendute e un terzo di tutte le flotte, entro il 2040. Ma è già molto diffusa la preoccupazione riguardo a una mancanza di una rete strutturata di punti di ricarica.

In precedenza, Ford ha annunciato come i big data potrebbero contribuire a rendere le città più sicure, determinando le aree “più critiche” dove sarebbe più probabile il verificarsi di un incidente. Inoltre, al Go Further Event, della scorsa settimana, l’Ovale Blu durante il keynote Go Electric, ha annunciato la nuova strategia dedicata all’elettrificazione della gamma, che passerà attraverso l’introduzione di 16 nuovi modelli contraddistinti dal badge Ford Hybrid, che coinvolgerà trasversalmente tutto il line-up, dalle compatte ai SUV, oltre ai people mover come, a esempio, il SUV ispirato alla Mustang e il Transit completamente elettrico. Il futuro di tutti i veicoli elettrici sarà sostenuto dal consorzio IONITY, che mira a costruire 400 stazioni in importanti località europee entro il 2020.

“L’elettrificazione cambia il modo in cui guidiamo e riforniamo i nostri veicoli. Ci rendiamo conto che i tempi di ricarica e il comportamento sono fondamentalmente diversi per i veicoli elettrici rispetto ai modelli tradizionali, dove il rifornimento con benzina o diesel può richiedere solo 5 minuti”, ha aggiunto Scott. “Nell’individuare questi punti di ricarica aggiuntivi, abbiamo cercato di tenere conto delle abitudini di guida e di sosta regolari, in modo da integrare gli slot nelle attività quotidiane dei conducenti”.



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