giovedì 26 febbraio 2015

Nuovo stadio A.S. Roma: mobilità sicura garantita

Il nuovo stadio della A.S. Roma accoglierà 60.000 spettatori che arriveranno con 30.000 mezzi privati e 60 pullman. Solo 21.000 di questi si dichiarano oggi disponibili ad utilizzare il trasporto pubblico locale. Per presentare il Progetto di Mobilità del nuovo stadio si è svolto oggi presso l’Automobile Club d’Italia il convegno  “Il nuovo stadio della A.S. Roma: accessibilità e impatto sulla mobilità della Capitale”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e dall’Associazione Italiana Ingegneria del Traffico e dei Trasporti, in collaborazione con l’ACI.

 “L’obiettivo comune è quello di convincere 1 spettatore su 2 a scegliere il mezzo pubblico, soprattutto le linee ferroviarie, per arrivare allo stadio – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – e per questo ACI propone il potenziamento della linea Roma-Lido, riqualificandola come metropolitana in prolungamento dell’attuale linea B”.

“E’ necessario utilizzare una metodologia che porti a una pianificazione integrata tra mobilità e urbanistica – ha sottolineato Carla Cappiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma – in grado di esprimere capacità progettuale a favore dei servizi per la cittadinanza, non soltanto in occasione degli eventi sportivi”.

“L’incontro odierno favorisce il dibattito aperto a tutti i livelli – ha affermato Enrico Pagliari, presidente dell’AIIT Lazio – anche per un efficace coordinamento degli interventi di Regione, Comune e sistema dei trasporti”.

Come evidenziato dall’ing. Francesco Filippi, responsabile del Progetto Mobilità del nuovo stadio della A.S. Roma, “l’area di Tor di Valle è una buona soluzione perché già ben servita da infrastrutture ferroviarie e stradali, che con miglioramenti oculati possono supportare efficacemente la domanda di mobilità dei tifosi”.

La creazione di un sistema di servizi di intrattenimento complementari agli appuntamenti sportivi produrrà benefici economici e sociali per il territorio, permettendo anche un più ordinato deflusso degli spettatori e maggiori standard di sicurezza.




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