Tappa straordinaria del primo tour ecologico in barca a vela e Porsche
ibrida lungo le coste italiane. Elettra Marconi madrina di Un giro per la vita
Il Comune di Padova oggi ha consegnato al sindaco dell’Isola
del Giglio, Sergio Ortelli, il sigillo della città di Padova (l’ostensione di
Sant’Antonio), quale riconoscimento dell’impegno a favore dei passeggeri della
Costa Concordia nella drammatica notte del 26 gennaio e nei giorni seguenti.
“Dopo il gonfalone d’argento della Regione Toscana, questo è il secondo
riconoscimento ufficiale che abbiamo ricevuto – ha detto il sindaco – e ci fa
enorme piacere perché arriva da lontano”. A portarlo è stato l’equipaggio di
“Un giro per la vita” che, guidato dallo skipper ambientalista padovano Alfredo
Giacon, sta completando il primo giro d’Italia ecologico in barca a vela Sly 42
Fun, seguita lungo costa dalla Porsche Panamera ibrida. Con Giacon c’erano i
velisti Nicoletta Siviero, Renato e Paolino Carafa, Roberto Brumat che segue il
tour in auto con altri giornalisti. Sbarcata dalla barca sul Giglio anche la
principessa Elettra Marconi, figlia dell’inventore della radio, appassionata
velista e madrina dell’iniziativa.
Nel saluto alla delegazione veneto-romana, il sindaco era accompagnato dal
vice sindaco Mario Pellegrini e dal comandante della Polizia urbana Roberto
Galli che tra i primi hanno prestato soccorso; con loro anche rappresentanti
degli altri organismi che hanno salvato passeggeri ed equipaggio della Costa:
carabinieri, polizia, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Vigili del fuoco.
“La nostra bella isola è stata violata nella sua intimità in una bella
notte di luna piena- ha detto il primo cittadino- dando subito una prova di
grande umanità. I cittadini hanno aperto le loro case, gli albergatori i loro
hotel. Abbiamo lasciato le porte aperte a 4.000 persone che si sono riversate
tutte insieme in un borgo di 900 abitanti. Grazie alla tecnologia e alla
solidarietà abbiamo dimostrato che anche questo è un modo di essere italiani:
un modo che funziona”.
Nei ricordi dei protagonisti c’è il silenzio irreale dei primi momenti e
l’incredulità nel vedere improvvisamente il colosso illuminato a due passi
dalle finestre di casa. “Sono stato tra
i primi ad arrivare con la pilotina dei carabinieri- dice il comandante della
polizia urbana – e ho attivato la procedura di emergenza. Dalla Costa si
buttavano a mare, anche un anziano disabile; ho tratto in salvo i primi e
quando sugli scogli ho scorto delle luci vi ho trovato cinque membri
dell’equipaggio, tra cui il comandante Schettino. Per cinque volte l’ho
invitato a seguirmi al porto per riportarlo a bordo, ma non ha voluto: diceva
che voleva coordinare da lì. Ricordo che era asciutto, mentre gli altri
ufficiali erano zuppi d’acqua. Mi è sembrato molto tranquillo, come se non
stesse comprendendo la situazione”.
Il vice sindaco Mario Pellegrini invece a bordo ci è salito per portare
aiuto dopo l’allarme lanciato dai carabinieri alle 22,45. “Sono arrivato al
porto contemporaneamente al sindaco e sono salito sulla Costa Concordia dalla
biscaggina. Ho incontrato passeggeri che piangevano, spaventati e increduli;
tutti coi salvagente. Dopo aver aiutato le persone a salire sulle scialuppe, la
nave era poco inclinata, ho cercato gli ufficiali, trovando solo Simone
Canessa. Con lui, col medico e il commissario di bordo, ho vissuto i momenti
peggiori. Ci siamo spostati sull’altro fianco della nave che poi si è
inclinato. Con le corde sottili che assicurano i salvagente abbiamo estratto a
fatica nove tra passeggeri e membri dell’equipaggio imprigionati nell’acqua di
uno stretto corridoio inclinato. La luce a un tratto si è spenta e abbiamo
issato su le persone al chiarore della luna: l’ultima aveva già l’acqua alla
gola. Poi ci siamo portati sulla fiancata esterna della nave, aiutando gli
ultimi a scendere sulle scialuppe dalla biscaggina: era la colonna di formiche
umane ripresa dalla telecamera a raggi infrarossi dell’elicottero. La paura
l’ho vissuta dopo alcuni giorni, ripensando ai miei due figli che han rischiato
di restare senza padre. Bastavano venti secondi di incertezza e sarei stato
anch’io inghiottito dall’acqua”.
Prossima tappa di Un giro per la vita, Scarlino (GR) dove barca e auto
arriveranno lunedì pomeriggio.
I due equipaggi della barca a vela Sly 42 Fun e della Porsche Panamera S
Hybrid portano in 15 regioni “marinare” il loro messaggio ecologico: promuovere
valori e stili di vita compatibili con la necessità di preservare il pianeta
per consegnarlo sano alle nuove generazioni. Il mare visto da terra e la terra
vista dal mare, sono le due diverse visioni dell’Italia che l’iniziativa di
Alfredo Giacon, ambientalista scrittore e velista padovano dell’associazione
ASD Jancris, vuol raccontare con i mezzi messi a disposizione da due aziende
attente alla tutela ambientale come Porsche Italia e Sly Marine, in
collaborazione con Centro Sportivo Italiano e Lega Navale Italiana e col
patrocinio del Ministero dell’Ambiente, Tutela del territorio e del mare. Negli
8 principali approdi della circumnavigazione d‘Italia in 25 tappe, tra cui
Civitavecchia, i due equipaggi incontrano le comunità locali affrontando con
loro altrettanti grandi temi ambientalisti. Il Giro conta sui patrocini del
Comando Generale del corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, del
Centro Internazionale Radio Medico, di Assonautica, di Eurispes, Federazione
Italiana Vela, ACEGAS APS.
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Ad ogni rendez-vous dei due mezzi ecologici, il Comune ospite e le sezioni
locali della Lega Navale Italiana e del Centro Sportivo Italiano, richiamano
pubblico per un cocktail di benvenuto con prodotti tipici a km zero e per
parlare di nuovi stili di vita, innovazione, turismo intelligente, beni
culturali, Mediterraneo, dieta mediterranea, letteratura di viaggio, sport
pulito.
Col suo equipaggio di tre persone, Alfredo Giacon con la moglie Nicoletta
Siviero, la loro cagnetta Trudy “consumata velista intercontinentale” e Renato
Carafa spin-off di La Sapienza Università di Roma, la vela resta ormeggiata per
almeno un giorno in ciascun porto. Durante i 64 giorni di navigazione viene
“pedinata” via terra dalla Porsche Panamera S Hybrid, affidata al giornalista
Roberto Brumat che segue la costa assieme a colleghi dei media locali: un
viaggio alla scoperta del territorio, ma anche della tecnologia Porsche che,
nel caso di questo veicolo ibrido, gli permette di veleggiare grazie al
disaccoppiamento dei motori elettrico e termico, con risparmio di carburante ed
emissioni che scendono a zero.
Con foto, video, reportages gli equipaggi testimoniano ciò che incontrano
sotto il profilo ambientale, culturale e del turismo alternativo.
Nelle varie tappe del tour, Ugo Mursia Editore organizza presentazioni di
libri a tema marinaresco- ambientalista. Per gli appassionati di auto e barche,
nei principali approdi (i prossimi sono Livorno e Andora) si organizzano
incontri ed eventi cui possono partecipare anche appassionati di Porsche e Sly
yacht; ad ogni tappa i ragazzi delle scuole sono invitati al porto per affrontare
i temi ecologici a contatto con equipaggi, auto, vela ed esperti locali.
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