A settembre 139.356 immatricolazioni, +9,9%. Nei primi nove mesi 1,27 milioni di vetture: +8,7% sul 2025, ma ancora -13,6% rispetto ai volumi pre-pandemia. E l’elettrificazione guadagna spazio.
+9,9%
La crescita delle immatricolazioni a settembre
1,269 milioni
Le vetture immatricolate da gennaio a settembre
7,6%
La quota delle elettriche pure, dal 5,6% di un anno fa
50,7%
La quota delle ibride, oltre metà del mercato
Il mercato italiano dell’auto mette a segno a settembre un’accelerazione significativa, ma il recupero dei volumi non è ancora sufficiente per colmare il divario con il periodo pre-Covid. Le immatricolazioni raggiungono 139.356 unità, il 9,9% in più rispetto alle 126.781 di settembre 2025. Nei primi nove mesi il consuntivo sale a 1.268.964 vetture, contro le 1.167.542 dello stesso periodo dello scorso anno, con una crescita dell’8,7%.
Il confronto con il 2019, tuttavia, restituisce ancora un mercato strutturalmente più debole: il deficit è del 13,6%. La ripresa dei volumi, quindi, non coincide ancora con un ritorno alla normalità.
Elettriche e ibride cambiano il mix
La trasformazione del mercato procede soprattutto sul fronte delle alimentazioni. A settembre le ibride raggiungono il 50,7% delle immatricolazioni, con le mild hybrid al 32,2% e le full hybrid al 18,5%. Nel cumulato annuo la quota arriva al 49,4%.
Prosegue anche la crescita delle BEV, che salgono al 7,6%, dal 5,6% di settembre 2025 e dal 6,4% di agosto. Nei primi nove mesi la quota è dell’8%. Ancora più marcato l’aumento delle PHEV, all’11,1% nel mese contro l’8,5% di un anno fa e al 9,5% nel cumulato.
Il rovescio della medaglia è la contrazione delle alimentazioni tradizionali: la benzina scende al 17,6%, il diesel al 4,9% e il Gpl all’8,1%.
Privati al 55,9%. Il noleggio resta una leva decisiva
Sul fronte della domanda, i privati rappresentano il 55,9% del mercato di settembre e il 53,6% nei primi nove mesi. Il noleggio a lungo termine pesa per il 21,5%, mentre quello a breve termine accelera fino al 2,9%, quasi raddoppiando i volumi.
È proprio il canale corporate uno dei nodi su cui si concentra il confronto tra industria e istituzioni. L’UNRAE propone una revisione della fiscalità delle auto aziendali, inserita in un piano da 515 milioni di euro nel triennio 2027-2029, con l’obiettivo dichiarato di sostenere 400.000 immatricolazioni sostenibili.
La partita ora è sul rinnovo del parco
La questione non riguarda soltanto i volumi, ma la qualità del parco circolante. Per l’associazione dei costruttori, la prossima Legge di Bilancio rappresenta un passaggio decisivo per trasformare la ripresa del mercato in un effettivo processo di sostituzione delle vetture più anziane.
Nel frattempo, le emissioni medie delle nuove auto continuano a diminuire: a settembre sono scese a 106 g/km, il 3,7% in meno su base annua; nei primi nove mesi la media è di 107,2 g/km, in calo del 5,8%.
Il quadro che emerge è quindi a doppia velocità: il mercato cresce, l’elettrificazione avanza, ma il ricambio del parco procede a un ritmo ancora insufficiente per riportare il settore ai livelli del 2019.

Nessun commento:
Posta un commento