Il ritorno della trazione integrale quattro nelle competizioni
La prima grande esperienza Audi nello sport motoristico risale al 1981,
con la nascita della trazione integrale permanente quattro. Dopo numerose
vittorie nel campionato mondiale e il divieto da parte della FIA di utilizzare
la trazione integrale sui circuiti nella stagione 1998, fa ritorno in pista un
modello a quattro ruote motrici, progettato a Ingolstadt e Neckarsulm: la Audi
R18 e-tron quattro.
Riproponendo la trazione integrale sulle auto sportive LMP1, Audi compie
un altro passo fondamentale nella sua più che trentennale storia di sport
motoristico. La Casa dei quattro anelli sarà infatti la prima a portare in gara
a Le Mans un motore con tecnologia ibrida Diesel. “Sviluppare la tecnologia
ibrida per Le Mans è stato tanto ambizioso e difficile quanto è stato l’inizio
del nostro progetto Diesel, negli anni passati”, ha commentato il Responsabile
Audi Motorsport Wolfgang Ullrich. “I primi risultati dei test sono molto
incoraggianti e siamo davvero impazienti di vedere che prestazioni saprà
offrire questa nuova propulsione in combinazione con la nostra tecnologia di
costruzione leggera”.
Alla base di questo progetto c'è l’incontro tra tecnologie
all'avanguardia volte alla salvaguardia dell'ambiente e un regolamento più aperto
nei confronti dei prototipi per Le Mans. Dal 1999, la 24 Ore di Le Mans
rappresenta un laboratorio unico nel suo genere per sperimentare nuove
tecnologie, fondamentali per i modelli di serie. Dopo aver siglato la prima
vittoria di un motore sovralimentato e dotato di iniezione diretta (TFSI –
2001) e il primo storico trionfo di un motore Turbodiesel (TDI - 2006), il
Marchio dei quattro anelli porterà al debutto nella più importante gara di
durata al mondo un modello ibrido. Il regolamento non solo è aperto all'impiego
di sistemi di trazione alternativa e al recupero dell'energia, ma consente
anche per la prima volta l'impiego della trazione integrale in un prototipo per
Le Mans. Le due nuove tecnologie si uniscono così in una nuova formula di trazione,
la e-tron quattro, che Audi intende applicare direttamente alla futura
produzione di serie: già adesso si sperimentano le prime vetture di prova con
trazione integrale elettrica e-tron quattro.
La Audi R18 e-tron quattro consente di recuperare, e quindi di
riutilizzare, l'energia cinetica generata in fase di frenata sull'asse
anteriore, accumulandola sotto forma di energia elettrica in una batteria a
volano, cui poi attingerà in fase di accelerazione. L'intero processo coinvolge
esclusivamente l'asse anteriore, mentre il motore V6 TDI, da oltre 375 kW (510
CV), continua a trasmettere potenza alle ruote posteriori. I due sistemi si
completano a vicenda nella trazione e-tron quattro, che rappresenta una vera e
propria rivoluzione nella trazione integrale, proprio come è successo con l’avvento
della trazione integrale permanente Audi quattro, dal 1980 su strada e dal 1981
anche negli sport motoristici.
All'epoca Audi fu la prima Casa a presentare la trazione integrale
permanente riscuotendo enorme successo, inizialmente sulle vetture ad alte
prestazioni e successivamente su quasi tutti i modelli, vincendo più di un
titolo mondiale di rally. La trazione integrale è stata impiegata con successo
anche in pista: basti ricordare le corse di TRANS-AM e IMSA-GTO in America, il
DTM e i campionati Turismo, nei quali i modelli quattro hanno vinto numerose
gare e titoli.
Audi ha così portato a un vero e proprio cambiamento di tendenza.
Prendendo come punto di partenza il principio di trasmissione del moto alle
quattro ruote, un tempo riservato solo ai fuoristrada, e introducendo una serie
di innovazioni tecniche, Audi ha sviluppato un sistema altamente efficiente
adatto anche a vetture normali e ad auto sportive. La concorrenza è stata quindi
costretta a tenere il passo, seppur con anni di ritardo. Lo stesso si può dire
per lo sport motoristico: da quando è iniziata l'era quattro, la trazione
integrale è diventata una caratteristica imprescindibile nel rally. Anche sui
circuiti di gara i concorrenti hanno finito col seguire la direzione indicata
da Audi, senza però ottenere mai gli stessi successi; già trent'anni fa la
trazione integrale quattro si distingueva infatti per l’ingombro
particolarmente ridotto e l'alto rendimento.
e-tron quattro: la trazione integrale di prossima generazione
La e-tron quattro rappresenta oggi la nuova generazione della trazione
integrale, e lo sport motoristico continua a esserne il primo banco di prova.
Il debutto su circuito della nuova Audi R18 e-tron quattro si è svolto il 5
maggio, alla 6 Ore di
Spa-Francorchamps, in Belgio. Per la 24 Ore di Le Mans, in programma il 16 e 17 giugno, l'Audi Sport Team Joest farà scendere in pista due vetture dotate dell'innovativo sistema di trazione. Contemporaneamente, in occasione dell'80ª edizione della classica di durata francese più famosa al mondo, la squadra Audi schiererà due Audi R18 ultra a trazione classica, identiche per struttura alla R18 e-tron quattro, ma senza sistema ibrido. “Come i nostri colleghi che si occupano di auto di serie, continuiamo a credere nel grande potenziale delle motorizzazioni convenzionali” commenta il Responsabile Audi Motorsport Wolfgang Ullrich. “Ecco perché siamo felici che l’ACO e la FIA abbiano accolto le nostre richiese in modo da poter schierare quattro vetture in questa storica edizione della corsa”.
Spa-Francorchamps, in Belgio. Per la 24 Ore di Le Mans, in programma il 16 e 17 giugno, l'Audi Sport Team Joest farà scendere in pista due vetture dotate dell'innovativo sistema di trazione. Contemporaneamente, in occasione dell'80ª edizione della classica di durata francese più famosa al mondo, la squadra Audi schiererà due Audi R18 ultra a trazione classica, identiche per struttura alla R18 e-tron quattro, ma senza sistema ibrido. “Come i nostri colleghi che si occupano di auto di serie, continuiamo a credere nel grande potenziale delle motorizzazioni convenzionali” commenta il Responsabile Audi Motorsport Wolfgang Ullrich. “Ecco perché siamo felici che l’ACO e la FIA abbiano accolto le nostre richiese in modo da poter schierare quattro vetture in questa storica edizione della corsa”.
Anche per il nuovo Campionato FIA World Endurance Championship (WEC) di
quest'anno Audi correrà su due binari paralleli, utilizzando entrambe le
tecnologie. Le due versioni della R18 hanno in comune la struttura ultra
leggera, l'unica in grado di poter sostenere l'aggiunta di componenti ibridi.
La Audi R18 e-tron quattro
Inizia una nuova era
La Audi R18 e-tron quattro è la prima auto da corsa Audi in cui
l'accelerazione non si deve esclusivamente a un motore a combustione. Grazie
alla propulsione ibrida parzialmente elettrica e-tron quattro, il prototipo
rappresenta un'assoluta novità tra le auto sportive LMP1.
Una rivoluzione durata 18 mesi per passare dai primi progetti ai test e
iniziata nel febbraio 2010, con l'avvio del progetto e-tron quattro per lo
sport motoristico. “Questo è un ciclo relativamente corto per una tecnologia
che non è mai stata testata nel motorsport e che ancora non esiste nella
produzione di serie” sottolinea Martin Mühlmeier, Capo dell’Engineering di Audi
Sport.
Il primo grande ostacolo nello sviluppo del progetto è stato quello di definire
l'idea. Così come è successo spesso in passato, anche per questa tecnologia Audi
ha voluto giocare un ruolo guida. Per il modello R18 e-tron quattro il motto
“All'avanguardia della tecnica” ha significato lo sviluppo di un sistema ibrido
specifico, completo di tutti i collegamenti in rete, comandi, software,
algoritmi e interfacce. Come per altri settori, Audi Sport collabora con
costruttori esterni anche per la produzione di componenti del sistema ibrido.
Per la costruzione della batteria Audi ha potuto contare sulla collaborazione
di Williams WHP, mentre per l'unità motore-alternatore (MGU) la Casa
automobilistica si è avvalsa della prestigiosa partnership con Bosch, optando
per un sistema di accumulo dell'energia con batteria a volano, visto e
considerato che le esigenze di Le Mans sono un po' diverse da quelle di tutti i
giorni. “L'alto rendimento è fondamentale nel recupero dell'energia”, afferma
Christopher Reinke, Technical Project Leader LMP. “In fase di frenata la
batteria deve essere in grado di assorbire molta energia nell'arco di pochi
secondi.”
Sull'asse anteriore il sistema è rappresentato da due alberi di
trasmissione, dall'unità motore-alternatore con riduttore epicicloidale, da una
batteria elettrica a volano situata accanto al conducente, da un dispositivo di
controllo dell'isolamento per l'alto voltaggio e dal sistema di comando. Il
processo di recupero dell'energia è abbastanza semplice, mentre l'applicazione
tecnica è estremamente complessa. Il recupero dell'energia avviene in fase di
frenata, quando le ruote azionano la MGU. Spetta all'organizzazione dell'evento
definire le zone di frenata consentite. L'unità motore-alternatore accelera
elettricamente un volano in fibra di carbonio funzionante sotto vuoto spinto. Una
volta percorsa la curva e al momento di accelerare nuovamente, il sistema
trasmette energia all'asse anteriore. Il regolamento consente di trasmettere
500 kJ di energia alle ruote anteriori, tra due fasi di frenata. Un riduttore
epicicloidale adatta il rapporto di trasmissione in base all'accelerazione e
alla frenata. I due assi della e-tron quattro, azionati indipendentemente uno
dall'altro, vengono sincronizzati esclusivamente tramite strategie di controllo
elettroniche, completamente automatiche senza intervento alcuno da parte del
conducente. Sono due i parametri che regolano l'intera procedura di ricarica
(recupero di energia): la decelerazione della vettura, quindi la frenata stessa
e il livello di carica della batteria. Il processo di rilascio di energia
(boost) dipende dalla velocità prescritta dal regolamento, di almeno 120 km/h,
ma anche dalla strategia di gara scelta, dal movimento del pedale del gas e
dall'accelerazione del veicolo.
Il compromesso ideale, una vera e propria sfida
Secondo Wolfgang Appel, Responsabile per lo Sviluppo dei Veicoli in Audi
Sport: “La sfida principale è stata quella di trovare il compromesso ideale;
dovevamo riuscire a tarare perfettamente il peso, le prestazioni, il concetto
di ibrido, le norme del regolamento e il packaging, ovvero la distribuzione di
tutti i componenti nell'intera vettura. E senza creare svantaggi nella vettura
tradizionale, visto che entrambi le vetture presentano la stessa identica
struttura, a prescindere dal sistema ibrido”.
Esternamente la R18 e-tron quattro si differenzia dalla R18 ultra, a
trazione posteriore, esclusivamente per una spia di avvertimento e per
l'adesivo imposto dal regolamento. L'asse anteriore e il radiatore sono coperti
dalla carrozzeria. Solo un pannello di comando situato sotto la normale plancia
rivela la presenza, nell'abitacolo, della trazione e-tron quattro.
È da febbraio 2010 che Audi Sport lavora al progetto e-tron quattro. I
componenti sono stati testati per la prima volta nel 2010, a bordo di un'auto
sportiva stradale, la R8. Da ottobre 2011 i test hanno riguardato invece la R18
e-tron quattro su circuito di gara.
La Audi R18 ultra
L'evoluzione ultraleggera della vincitrice di Le Mans
Quest'anno Audi gareggerà alla 24 Ore di Le Mans e nel nuovo Campionato
Mondiale Endurance (WEC) della FIA con un modello “doppio”, ossia l’evoluzione
della Audi R18, con e senza motore ibrido. Le due vetture sono fondamentalmente
identiche, ecco perché le spese logistiche aggiuntive per Audi Sport e il team
di gara risultano contenute.
Quando nel 2011 Audi Sport iniziò a progettare la R18 TDI per Le Mans
gli ingegneri avevano già in mente un sistema di trazione elettrica, senza
dimenticare il fatto che i nuovi gruppi propulsori, più piccoli, avrebbero
subito un ulteriore taglio dal regolamento, dopo la prima stagione. Nel
progetto “R18” la Audi Sport ha puntato sin dall'inizio su un 3.7 V6 TDI, dalla
struttura innovativa e dotato di turbocompressore singolo. Ed è proprio questo
che fa la differenza: il motore è molto compatto e contribuisce a compensare il
peso in più rappresentato dal sistema ibrido. Grazie al principio di efficienza
generale e nonostante le ultime restrizioni dell'Automobile Club de l’Ouest
(ACO), la Audi Sport può contare ancora su 375 kW (510 CV) di potenza e oltre
850 Nm di coppia massima del propulsore.
Al primo colpo d'occhio la R18 ultra non sembra molto diversa dalla R18
TDI che l'anno scorso ha trionfato a Le Mans. Tuttavia gli ingegneri della Audi
Sport, sotto la guida del Direttore Tecnico Martin Mühlmeier, hanno fatto un
ottimo lavoro, senza tralasciare un solo elemento della vettura. Il risultato è
un prototipo di LMP1 assolutamente nuovo, dotato di una monoscocca modificata,
in fibra di carbonio, che colpisce proprio per la tipologia di struttura.
“Per compensare il peso ha giocato un ruolo chiave la struttura leggera
dell'intera vettura”, afferma Christopher Reinke, Responsabile del progetto
tecnico LMP di Audi Sport. “Per questo abbiamo continuato sulla strada della
struttura ultraleggera, senza dimenticare, naturalmente, l'aspetto della
sicurezza e dell'affidabilità. E ciò vale sia per la monoscocca, sia per
motore, cambio e tutti gli altri componenti”.
Il motore V6 TDI è stato completamente rielaborato in quasi tutti i
componenti e adeguato alle nuove regole che puntavano a una riduzione della
potenza di circa il 7%, utilizzando una flangia all’aspirazione più piccola
(45,8 invece che 47,4 mm di diametro) e riducendo la pressione di sovralimentazione
massima da 3,0 a 2,8 bar.
È stato ridotto anche il volume del serbatoio: da 65 a 60 litri, o
addirittura 58 per l'ibrido Diesel.
“Dovevamo compensare tutti questi fattori rielaborando il processo di
combustione e ottimizzando la ricarica e devo dire che il risultato ci soddisfa
pienamente”, afferma Ulrich Baretzky, Responsabile dello sviluppo motori in
Audi Sport. “Inoltre siamo riusciti a ridurre enormemente il peso, tanto che
attualmente il nostro 3.7 V6 TDI è più leggero del 3.6 V8 TFSI di dieci anni
fa, e con prestazioni del motore pressoché identiche, ma una coppia decisamente
superiore e consumi sensibilmente inferiori. Non c'è che dire: un notevole
passo avanti, soprattutto se si pensa che i motori Diesel vengono spesso
considerati pesanti a causa della necessaria robustezza dei singoli componenti
sottoposti a elevate sollecitazioni. Ciò dimostra ancora una volta la
competenza tecnica Audi”.
Innovazione nella trasmissione
Una vera e propria innovazione riguarda l'ambito della trasmissione: per
la R18 è stato sviluppato un nuovo cambio con struttura in fibra di carbonio
CFK, una novità assoluta nelle gare sulla lunga distanza. Ma le novità
riguardano anche il telaio, ovvero l'utilizzo di materiali innovativi e di
processi di produzione che mirano a ridurre il peso delle vetture.
Completamente nuovo è lo sterzo elettromeccanico che offre al pilota precisione
ancora maggiore.
L'aerodinamica, migliorata notevolmente già nel 2011, è stata adeguata
al nuovo regolamento che prescrive delle aperture sopra i passaruota. È stata
ridotta ulteriormente anche la resistenza aerodinamica, nonostante i componenti
ibridi del capitolato richiedessero una maggiore dissipazione del calore. La
visuale è stata migliorata grazie a un'ottimizzazione dei dettagli per quanto
riguarda la pulizia cristalli e il campo luminoso dei fari in tecnologia LED.
La trazione ibrida ha comportato un frontale leggermente più lungo che
però ha anche effetti positivi sull'equilibrio generale della vettura gemella a
trazione posteriore; quest'ultima rende onore alla denominazione “R18 ultra”, essendo
il prototipo più leggero in assoluto mai costruito da Audi Sport per Le Mans.
In virtù del diverso frontale, gli ingegneri hanno potuto posizionare un carico
maggiore in modo mirato, anche se entrambe le vetture, alla fine, presentano lo
stesso peso complessivo, ovvero quello prescritto dal regolamento per le auto
LMP1, di 900 kg.
“La nuova R18 ultra è una vera e propria evoluzione della campionessa di
Le Mans dell'anno scorso”, è questo il bilancio del Responsabile Audi
Motorsport Wolfgang Ullrich. “I nostri piloti hanno avuto fin da subito
un'impressione molto positiva. Senza l'ottimizzazione del peso della R18 ultra
non saremmo stati in grado di realizzare la R18 e-tron quattro; un'auto che, a
prescindere dal sistema ibrido, presenta la stessa identica struttura”.
Da quest’anno Audi Sport ha cambiato anche il modo di battezzare i
propri prototipi e progetti: tutte le auto sportive chiuse di classe LMP1
future avranno infatti la denominazione “R18”. In questo modo Audi Sport
continuerà la serie, senza cambiare il nome di una vettura in base all’evoluzione.
Dati tecnici Audi R18 e-tron
quattro / ultra (2012)
giugno 2012
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Modello
|
Audi
R18 e-tron quattro / ultra (2012)
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Vettura
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Tipo di vettura
|
Prototipo Le Mans (LMP1)
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Monoscocca
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Struttura in fibra di carbonio
composita con nucleo in alluminio a nido d'ape, sottoposto a crash-test
secondo i rigidi standard di sicurezza FIA
|
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Batteria
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Batteria agli ioni di litio
|
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Motore
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|
|
Motore
|
Motore V6 con turbocompressore,
angolo dei cilindri di 120°, 4 valvole per cilindro, DOHC, 1 turbocompressore
Garrett, regolazione dell'aria fissata dal regolamento a 1x45,8 mm e
limitazione della pressione di sovralimentazione a 2,8 bar assoluti. TDI
Diesel a iniezione diretta, monoblocco in alluminio portante, filtro
antiparticolato
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Gestione del motore
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Bosch MS24
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Lubrificazione motore
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Carter secco, Castrol
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Cilindrata
|
3.700 cm³
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Potenza
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Oltre 375 KW / 510 CV
|
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Coppia
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Oltre 850 Nm
|
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Sistema ibrido*
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Tipo di batteria
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Batteria a volano,
max. 500 KJ, WHP |
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Unità motore-alternatore
(MGU)
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MGU sull'asse anteriore,
raffreddato ad acqua con elettronica di potenza integrata, 2x75 kW
|
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Trazione / trasmissione
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Trazione
|
Trazione posteriore, controllo
di trazione (ASR), trazione integrale e-tron quattro da 120 km/h*
|
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Frizione
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Frizione in CFK
|
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Cambio
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Sequenziale, cambio sportivo a
6 rapporti ad azionamento elettrico
|
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Differenziale
|
Differenziale autobloccante
posteriore
|
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Alloggiamento cambio
|
CFK con inserti in titanio
|
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Alberi di trasmissione
|
Giunti
a tripode a spostamento sincronizzato
|
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Telaio / sterzo /
freni
|
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|
Sterzo
|
Sterzo a cremagliera a supporto
elettronico
|
|
Telaio
|
Sospensioni a ruote
indipendenti a quadrilateri, sistema push-rod sull'asse anteriore e pull-rod
su quello posteriore con ammortizzatori regolabili
|
|
Freni
|
Impianto
frenante idraulico a circuito doppio, pinze freno monoblocco in lega leggera,
dischi freno anteriori e posteriori ventilati in fibra di carbonio,
ripartitore elettronico della forza frenante lato conducente regolabile in
continuo
|
|
Cerchi
|
Cerchi in lega di magnesio O.Z.
|
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Pneumatici
|
Michelin Radial, anteriori:
360/710-18,
posteriori: 370/710-18 |
|
Pesi / dimensioni
|
|
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Lunghezza
|
4.650
mm
|
|
Larghezza
|
2.000
mm
|
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Altezza
|
1.030
mm
|
|
Peso minimo
|
900 kg
|
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Capacità serbatoio carburante
|
58*/60
litri
|
*Dati diversi per la R18 e-tron quattro
Storia della tecnologia quattro nelle corse
Ai
vertici grazie alla trazione integrale
Da 31 anni, Audi è protagonista nelle competizioni motoristiche. Iniziò
tutto con una vera e propria rivoluzione: Audi portò nel mondo dello sport
motoristico e sul mercato la trazione integrale, dando vita alla serie di
modelli sportivi quattro. Ecco una breve panoramica dei capitoli più
interessanti di questa avvincente storia.
Le auto sportive ad alte prestazioni quattro segnano letteralmente
l'inizio di una nuova era nel rally: i piloti Audi tagliano il traguardo
precedendo gli altri concorrenti non di alcuni secondi, ma addirittura di
minuti. Franz Wittmann/Kurt Nestinger vincono, al debutto della Audi quattro,
con 20 minuti e 50 secondi di vantaggio il rally del gennaio 1981, una delle competizioni
del Campionato Europeo. Quattro settimane dopo, in Svezia, Audi festeggia la
sua prima vittoria in una gara del Campionato Mondiale: i piloti Hannu
Mikkola/Arne Hertz precedono gli avversari di ben 1 minuto e 53 secondi.
Questi primi trofei, vinti da un modello Audi quattro relativamente
simile alla versione di serie, rappresentano l'inizio di una lunga storia di
successi sportivi. Nel 1982, Audi si aggiudica invece la vittoria nella
classifica Marche del Campionato Mondiale Rally. Strabiliante la prova di
Michèle Mouton/Fabrizia Pons: le due donne pilota Audi raccolgono infatti tre
vittorie in Portogallo, Grecia e Brasile, lottando fino all'ultimo per il
titolo piloti, per piazzarsi infine al secondo posto della classifica.
Dodici mesi dopo, Audi festeggia la propria vittoria nel Campionato Mondiale
Piloti: Hannu Mikkola/Arne Hertz sono infatti Campioni Mondiali Rally 1983. Nel
1984 Audi conclude la sua stagione sportiva più fruttuosa, aggiudicandosi due
titoli: Stig Blomqvist/Björn Cederberg scalano la classifica piloti oltre a
regalare ad Audi il primo posto nella classifica Marche del Campionato Mondiale
Rally.
È tempo di nuove idee: Audi intende sfondare, con la tecnologia quattro,
anche su un mercato strategico quale quello statunitense. L'attacco alla vetta
della celebre corsa di montagna di Pikes Peak entra nella leggenda: con Michèle
Mouton, Bobby Unser e Walter Röhrl, Audi riesce, tra il 1985 e il 1987, ad
aggiudicarsi una tripletta, in Colorado, con diverse versioni della Audi Sport
quattro. E nell'ultima vittoria del Campionato Mondiale Rally viene messo a
segno un altro importante successo ancora mancante: Hannu Mikkola/Arne Hertz
vincono, nell'aprile 1987, a bordo di una Audi 200 quattro simile a quella di
serie, il Safari Rally di 4.600 km, attraverso l'Africa Orientale.
La sfida americana successiva è ancora più ambiziosa: nella serie TRANS
AM 1988, la Audi 200 quattro deve dimostrare l'efficienza della trazione
integrale anche su un circuito. Hurley Haywood trionfa nella serie alla prima
partecipazione. Un anno dopo, con la 90 quattro, Audi si impone con
determinazione anche nella serie IMSA GTO portandosi infatti a casa sette
vittorie di gara, di cui cinque doppie. Con i suoi 530 kW (720 CV), la Audi
IMSA è la quattro più potente mai esistita.
I fan tedeschi della trazione integrale quattro possono finalmente
ammirare i loro idoli su circuito: la Audi V8 quattro si impone nel DTM, fin
dal debutto. Nel 1990 Hans-Joachim Stuck è trionfatore indiscusso nel
Campionato Tedesco Turismo, già molto popolare a quei tempi. Nella stagione
seguente, al volante della V8 quattro vince invece il giovane pilota Frank
Biela. Mai prima di allora un costruttore si era aggiudicato il campionato per
due anni di seguito.
Il vantaggio in termini di know-how
La trazione integrale quattro Audi deve affrontare infine la prova più
difficile: il concetto è perfetto per le strade accidentate dei rally ed
estremamente utile sulle vetture ad alte prestazioni nei circuiti, ma le
vetture SuperTurismo 220 kW (300 CV) impiegate a partire dal 1993 hanno
esigenze completamente diverse. La pura trazione, a queste potenze
relativamente basse, non basta più. Ben presto se ne rendono conto, con grande
delusione, anche altri concorrenti con vetture a trazione integrale. La
soluzione arriva ancora una volta dall'efficienza di Ingolstadt: il concetto
originario quattro di un albero cavo del cambio senza prese di forza separate
limita al massimo le perdite per attrito, consente di ottenere una struttura
compatta, un peso minore e quindi la massima efficienza. Nella stagione 1996,
Audi conquista ben sette titoli. In Australia, Belgio, Germania, Gran Bretagna,
Italia, Spagna e Sudafrica, la Audi A4 quattro si aggiudica infatti il titolo
nazionale. Frank Biela vince, inoltre, il GP Turismo a Macao. Anche altri
costruttori tentarono di utilizzare la trazione integrale sulle vetture
SuperTurismo, ma con scarsi risultati: il vantaggio in termini di know-how di
Audi era incolmabile.
Dopo la serie di successi del 1996, le vetture Turismo da corsa con
trazione integrale vengono fortemente penalizzate da regolamento. Dal 1998, la
FIA vieta totalmente l'uso di sistemi di questo tipo. Nelle mani di privati,
come nella serie americana SPEED, modelli quattro come la S4 e la S6 dimostreranno
ancora per anni il loro valore.
Anche se il divieto è assoluto, Audi continua a ottimizzare la trazione
integrale per le vetture destinate a Clienti privati. Le competizioni
motoristiche e la produzione di serie beneficiano reciprocamente delle
innovazioni tecnologiche introdotte sui due fronti. Audi adotta infatti per la
prima volta il differenziale autobloccante Torsen nel 1985, sul modello rally
Sport quattro. Dal 1987, anche i Clienti Audi possono beneficiare, nel normale
traffico stradale, della maggiore sicurezza offerta da questo nuovo sistema che
consente per la prima volta agli ingegneri di coniugare sistema ABS e trazione
integrale permanente quattro.
Nel 2012 con la R18 e-tron quattro Audi torna, per la prima volta dal
1997, alla ribalta dello sport motoristico con una vettura a trazione integrale.
Per la prima volta, asse anteriore e posteriore non sono più collegati
meccanicamente tra loro tramite una trasmissione convenzionale. La trazione
avviene infatti su un asse – sulla R18 e-tron quattro l'asse posteriore –
tramite il motore a combustione. Sull'asse anteriore viene trasferita
unicamente l'energia recuperata elettricamente in fase di frenata. Sistemi
simili vengono presi in considerazione anche per le vetture di serie: i primi
studi, come la e-tron Spyder, mostrano una strategia analoga di ripartizione
della trazione tra asse anteriore e posteriore, anche se la strategia di
recupero dell'energia, nel traffico stradale, è oggettivamente diversa. Con la
A5 e-tron quattro, Audi ha già preparato un prototipo, simile alla vettura di
serie, da sottoporre a vari test di prova in condizioni estreme. Questo
prototipo rappresenta il futuro della trazione integrale elettrica Audi. Grazie
a un utilizzo mirato della coppia, si aprono nuove e interessanti opportunità
sul fronte dinamica di marcia.
Una nuova via per sportività ed efficienza
La Audi e-tron quattro è l'emblema dei modelli con sistema di trazione
integrale parzialmente elettrica di prossima generazione: una soluzione che
riesce a coniugare, con grande fascino, sportività ed efficienza sia sulle
vetture da gara sia su quelle di serie. Un asse viene azionato da un motore a
combustione oppure da un sistema ibrido composto da un motore elettrico e a
combustione, mentre il secondo asse è puramente elettrico.
Per il futuro si aprono perciò numerose interessanti opportunità per
creare sinergie tra vetture destinate alle competizioni e quelle di serie, come
accade dal 1980 in poi.
Ibride ed e-tron
Per Audi il futuro è oggi
Audi lavora con impegno allo sviluppo di soluzioni complete per la
mobilità a zero emissioni di CO2. Il Marchio sta infatti
predisponendo un'ampia gamma di vetture ibride ed elettriche. Entro la fine
dell’anno, infatti, faranno parte della gamma Audi, tre vetture ibride e una
sportiva a elevate prestazioni a trazione elettrica.
Sul fronte elettromobilità, le esigenze dei Clienti si stanno
sviluppando, sui vari mercati a livello mondiale, in modo molto diverso. Per
offrire sempre la soluzione perfetta alle esigenze di mobilità dei propri
Clienti, Audi si sta quindi muovendo su vari fronti. Ognuno degli studi tecnici
compiuti ha un preciso scopo d'utilizzo: dall'auto elettrica compatta con
Range-Extender per il traffico cittadino, fino alla vettura ibrida per le
percorrenze più lunghe.
Audi suddivide le vetture a trazione elettrica in due grandi gruppi. Il
primo è composto dai modelli full hybrid, in grado di percorrere svariati
chilometri in modalità di trazione puramente elettrica. Il secondo gruppo
utilizza, per le percorrenze più lunghe, batterie ad alta capacità. Si tratta
in questo caso di ibridi con tecnologia Plug-in, vetture Range-Extender e
automobili a trazione puramente elettrica; Audi indica tutti questi tipi di
vetture con il termine e-tron.
Il Marchio dei quattro anelli può contare su un'esperienza
ultraventennale nel settore della trazione ibrida. Già nel 1989 venne infatti
creato un veicolo sperimentale, la Audi duo, che proponeva una combinazione di
motore benzina e motore elettrico inseribile. Due anni dopo seguì un altro
veicolo sperimentale. Nel 1997, la Audi duo venne prodotta sulla base della A4
Avant, in piccola serie, come prima vettura ibrida in Europa. Si trattava di un
ibrido con tecnologia Plug-in. La propulsione era affidata a un motore 1.9 TDI 90
CV (66 kW) e a un motore elettrico da 29 CV (21 kW).
Nel novembre 2011, Audi ha lanciato sul mercato il suo primo modello
ibrido di serie, la Q5 hybrid quattro. Le prestazioni sportive della vettura
sono garantite da un motore 2.0 TFSI e da un motore elettrico che raggiungono una
potenza di sistema di ben 245 CV (180 kW). I consumi si attestano in media su
meno di 7 l/100 km. Da poco tempo sono disponibili anche la A6 hybrid e la A8
hybrid che utilizzano lo stesso concetto ibrido parallelo del SUV ad alte
prestazion, nonostante in questo caso la trazione sia solo anteriore.
Il prossimo passo per Audi saranno i veicoli ibridi Plug-in, come il
prototipo sperimentale Audi A3 e-tron concept. Il motore 1.4 TFSI sviluppa 211
CV (155 kW) di potenza, quello elettrico 27 CV (20 kW), entrambe trasmesse alle
ruote anteriori. Con una capacità di 12 kWh, la batteria agli ioni di litio permette
un'autonomia di circa 50 km, in modalità di trazione elettrica.
La Audi e-tron Spyder rappresenta un'ulteriore alternativa tecnica. Il
suo 3.0 TDI montato posteriormente trasferisce 300 CV (221 kW) di potenza alle
ruote posteriori, due motori elettrici dalla potenza complessiva di 87 CV (64 kW)
muovono invece quelle anteriori. Il concetto di ripartire sugli assi le forze
del motore a combustione e della trazione aggiuntiva vanta un enorme potenziale
e il prototipo LMP1 R18 e-tron quattro si ispira proprio a questo progetto,
come il prototipo e-tron quattro sulla base della Audi A5. Su questa vettura,
il motore 2.0 TFSI, montato nella parte anteriore, viene integrato da due
motori elettrici, uno per l'asse anteriore e l'altro per l'asse posteriore.
La A1 e-tron, attualmente in fase di test in una flotta di prova a
Monaco di Baviera, si muove invece in tutt'altra direzione; si tratta infatti
di un'auto elettrica con Range Extender, ideale per spostarsi con agilità nel
traffico cittadino. Il suo motore elettrico trasmette alle ruote anteriori fino
a 102 CV (75 kW) di potenza. Un motore Wankel ultracompatto da 15 kW (20 CV)
montato posteriormente consente di intraprendere qualche viaggio più lungo,
mentre la batteria si ricarica.
La vettura sportiva ad alte prestazioni R8 e-tron, presentata per la
prima volta all'IAA 2009 di Francoforte, deve invece i suoi 313 CV (230 kW) ai
potenti motori elettrici alimentati da batterie agli ioni di litio, in grado di
immagazzinare 53 kWh di energia. Audi, verso fine anno, porterà la due posti su
strada, in piccola serie. Con il prototipo Q5 HFC, il Marchio sta esplorando
anche il potenziale della trazione a celle combustibili.
Audi a Le Mans
Dieci vittorie a tempo di record
Nessun’altra Casa automobilistica ha raccolto così tante vittorie
consecutive alla 24 Ore di Le Mans, subito dopo il debutto. Dal 1923, questa
classica competizione sulla lunga distanza si svolge sul circuito della Sarthe,
mentre Audi vi partecipa dal 1999.
Tra il 2000 e il 2011, il team Audi Sport ha ottenuto la vittoria per
ben dieci volte. Su 13 edizioni a partire dal 1999, la percentuale di vittorie
si attesta quindi su un valore di quasi il 77%. Ma c'è di più: nessun altro
costruttore è mai riuscito a inanellare una così lunga serie di vittorie
consecutive subito dopo aver debuttato a Le Mans. La Audi è riuscita
addirittura a sorpassare, nella classifica dei migliori di tutti i tempi, la
Ferrari, attualmente al secondo posto.
I numeri sono ancora più straordinari se si considera anche l'anno 2003:
allora infatti vinse il marchio Bentley, appartenente al gruppo VW. Ma va
ricordato che la tecnologia di trazione delle auto sportive britanniche era
stata sviluppata in collaborazione con Audi. Gli ingegneri di Ingolstadt e
Neckarsulm possono quindi vantare ben undici vittorie.
Il progetto Le Mans è fortemente legato al DNA del marchio. Chi promette
di essere "All'avanguardia della tecnica", deve dimostrarlo
concretamente, con i propri prodotti e con performance sportive di livello. Lo
sport motoristico è sempre stato per Audi, dagli inizi del progetto rally con
Audi quattro nel 1980, un importante banco di prova per la sperimentazione di
nuove tecnologie da proporre poi sulle vetture di serie.
Il progetto Le Mans inizia quando l'invenzione più famosa di Audi
arriva, per così dire, a una specie di “punto morto”: la trazione integrale
permanente quattro ha vinto tutto, dal Campionato Mondiale Rally, al DTM, fino
alla TRANS AM e a numerose serie SuperTurismo. Quando la FIA, Federazione
Internazionale dell'Automobile, nel 1997 vieta l'uso della trazione integrale
nelle competizioni su percorsi circolari, Audi trova nella gara di Le Mans uno
stimolante terreno di sfida.
La famosa gara endurance presenta infatti numerose particolarità. Per
esempio, la distanza da percorrere per vincere è di ben 5.000 chilometri. A Le
Mans 24 ci vogliono solo 24 ore per percorrerli. In Formula 1, trascorre un
intero anno prima di arrivare a coprire una distanza del genere. Inoltre, il
regolamento è sufficientemente aperto da ammettere i più diversi concetti
tecnici. Vetture aperte o chiuse, motori benzina o Diesel, con o senza sistema
di recupero dell'energia, trazione normale o integrale non rappresentano
soltanto possibilità teoriche, ma soluzioni concretamente adottate.
Già al debutto nel 1999, Audi è riuscita a salire sul podio, nonostante
la forte competizione. Una Audi R8R ha subito conquistato il terzo posto. Un
anno dopo, Audi può festeggiare per la prima volta una vittoria completa. La
nuova Audi R8 ottiene infatti al debutto una tripletta.
Maggior distanza, con meno benzina
La successiva pietra miliare è arrivata nel 2001. La vittoriosa R8 viene
infatti dotata per la prima volta di un motore TFSI a iniezione diretta di
benzina, che comporta un notevole risparmio in termini di carburante consentendo
ad Audi di arrivare, con un pieno, più lontano degli altri. La terza vittoria
consecutiva di Frank Biela/Tom Kristensen/Emanuele Pirro con l'Audi Sport Team
Joest, arriva nel 2002, conquistando il titolo, concepito come un vero e
proprio trofeo challenge.
Negli anni 2004 e 2005 arrivano le vittorie numero quattro e cinque con
il prototipo sportivo R8. Il regolamento impone che la potenza sia ridotta di
74 kW (100 CV) e che lo spoiler posteriore sia più piccolo. In tutte e cinque
le vittorie della R8, al volante c'è sempre Tom Kristensen. Con ben otto
vittorie al suo attivo, il pilota danese è il detentore assoluto del record di
Le Mans.
Un capitolo a parte della storia dell'automobilismo è stato scritto
dalla stagione 2006. Per la prima volta, infatti, la vittoria sul circuito
della Sarthe va a un'auto sportiva con motore Diesel. La Audi R10 TDI di Frank
Biela/Emanuele Pirro/Marco Werner non si ferma alla prima vittoria. Dopo un
altro successo l'anno seguente, Dindo Capello/Tom Kristensen/Allan McNish conquistano,
nel 2008, la tripletta TDI. Il 2010 è un altro anno storico: con il trionfo
della R15 TDI di Timo Bernhard/Romain Dumas/Mike Rockenfeller, Audi supera,
dopo ben 39 anni, il precedente record di distanza complessiva nelle 24 ore di
75,4 chilometri. Grazie alla tecnologia ultraleggera Audi, a un compatto motore
V6 TDI ad alta efficienza e a numerose altre innovazioni, Marcel Fässler/André
Lotterer/Benoît Tréluyer portano a casa, a bordo della R18 TDI, la decima
vittoria per Audi.
Gli
impegni Audi nel World Endurance Championship per il 2012:
16–17.06 24 Ore di Le Mans
(F)
26.08 6 Ore di
Silverstone (GB)
15.09 6 Ore di San
Paolo (BR)
29.09 6 Ore del
Bahrain (BRN)
14.10 6 Ore del Monte
Fuji (J)











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