Stellantis e Leapmotor accelerano la loro alleanza strategica per le auto elettriche. E fin qui nulla di strano, anzi. La cosa che dispiace – anche se non è una novità - è che il piano industriale prevede investimenti e nuovi modelli produtti solamente in Spagna escludendo l’utilizzo degli stabilimenti italiani.
Il cuore dell’accordo riguarda infatti gli impianti spagnoli di Saragozza e Madrid. A Figueruelas, storico stabilimento Opel, Stellantis valuta la produzione di un nuovo C-SUV elettrico Opel insieme alla futura Leapmotor B10, con avvio previsto tra il 2026 e il 2028.
Anche lo stabilimento di Villaverde, a Madrid, dovrebbe beneficiare dell’intesa, con l’arrivo di nuovi modelli Leapmotor destinati ai mercati europei e internazionali.
L’Italia, invece, resta completamente ai margini del progetto. Nessun modello Leapmotor verrà prodotto negli impianti italiani e nessuno dei siti nazionali è stato indicato come strategico nella nuova espansione della joint venture.
Secondo il Gruppo Stellantis, l’accordo punta a sfruttare le tecnologie e i componenti sviluppati da Leapmotor per abbassare i costi delle auto elettriche prodotte in Europa. Una strategia che potrebbe rendere i modelli più competitivi sul mercato, ma che alimenta anche interrogativi sulla crescente dipendenza industriale dall’ecosistema cinese delle batterie e dei veicoli elettrici.
La scelta di concentrare la crescita produttiva in Spagna rischia di riaccendere le polemiche sul ruolo dell’Italia all’interno di Stellantis. Negli ultimi anni sindacati e istituzioni hanno più volte chiesto maggiori garanzie sugli stabilimenti italiani, alle prese con volumi produttivi in calo e con la lenta transizione all’elettrico.
Mentre Saragozza e Madrid si preparano quindi ad accogliere nuovi investimenti e modelli elettrici, da Torino a Cassino fino a Melfi resta aperto il tema del rilancio industriale nazionale. E l’assenza dell’Italia dal progetto Leapmotor rappresenta un segnale che difficilmente passerà inosservato.


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