Nei nove mesi il fatturato si attesta a 4.516,6 miliardi di yen (24,4 miliardi di euro), in aumento di 232,9 miliardi su base annua, mentre l’utile operativo scende a 429,1 miliardi (2,3 miliardi di euro), in calo di 50,6 miliardi: è la prima flessione degli ultimi cinque trimestri.
A incidere sulla redditività sono stati l’apprezzamento dello yen nella prima parte dell’anno e l’aumento dei costi delle materie prime. L’utile ante imposte si riduce a 520,9 miliardi (-27,2 miliardi), mentre l’utile netto si attesta a 306,4 miliardi (-5,3 miliardi).
Sul fronte operativo, il gruppo segnala un incremento globale delle vendite auto di 54 mila unità, trainato dall’India e dal Giappone. In India, la revisione della GST (Goods and Services Tax) ha sostenuto la domanda; la società ha adeguato produzione e logistica per intercettare l’espansione del mercato. Positivo anche l’andamento dei motocicli, con 146 mila unità in più a livello globale, grazie alla crescita in India e America Latina.
Permangono tuttavia criticità nella catena di fornitura dei semiconduttori, in atto da ottobre 2025. Il management evidenzia come la collaborazione con i partner e il ricorso a componenti alternativi abbiano finora limitato l’impatto sulla produzione.
Alla luce dei risultati conseguiti e di un aggiornamento delle ipotesi sui cambi, il gruppo ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio. I ricavi sono ora attesi a 6.200 miliardi di yen (33,5 miliardi di euro), +100 miliardi rispetto alle stime precedenti, mentre l’utile operativo è previsto a 570 miliardi (3,1 miliardi di euro), +70 miliardi.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, la società prevede di incrementare di 1 yen il dividendo di fine anno, portando la cedola annuale stimata a 46 yen (0,25 euro), in crescita del 12,2% rispetto ai 41 yen dell’esercizio precedente. Confermata, infine, la priorità agli investimenti funzionali al piano di medio termine e al rafforzamento strutturale della base di utili.




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