Essere diversi è da sempre una caratteristica dei veicoli Citroën, una diversità che nasce sui
tavoli dei progettisti e che è dovuta a un’abitudine dei tecnici del Double
Chevron: partire da un foglio bianco.
La Citroën 2CV è il
manifesto di questa filosofia: nata nella seconda metà degli anni ‘30 per
motorizzare l’Europa e commercializzata dopo la seconda guerra mondiale, ha
portato una ventata di ottimismo nel mondo dell’automobile. La sua naturale
carica di simpatia è in gran parte frutto di un design intelligente e
funzionale, pensato per soddisfare le esigenze di chi avrebbe usato quell’auto
quotidianamente, trasportando un paniere di uova, cinquanta chili di patate o
tre figli a scuola tutte le mattine.
Quindi sedili comodissimi, realizzati con semplici elastici
in gomma. Portiere ampie che si aprono a novanta gradi per un accesso
confortevole, un padiglione così alto che si può entrare, uscire ed anche
abitare l’auto con in testa un cappello di paglia, utile per ripararsi dal sole
quando si decide di viaggiare con la capote completamente aperta. Le prime 2CV
iniziarono a far parte del panorama francese e poi europeo già nei primissimi
anni ‘50. Il loro motore di 375cc permetteva di percorrere cento chilometri con
tre litri di benzina, la manutenzione era ridotta al minimo e le
caratteristiche di frenata e tenuta di strada della piccola Citroën erano di
assoluto rilievo, tanto da risultare attuali anche nel 1990, quando il 27
luglio la 2CV uscì di scena dopo oltre 42 anni di produzione ininterrotta che
hanno segnato in modo indelebile la storia dell’automobile.
L’auto esposta a
Padova è la 2CV Soleil, un esemplare unico realizzato nel 2015 da Citroën
Italia in collaborazione con Serge Gevin, l’autore delle serie speciali più
famose della 2CV, come la Spot, la Charleston e la Dolly.
Da questa incredibile avventura a due cilindri contrapposti,
sono nate anche molte altre vetture Citroën che hanno mantenuto le
caratteristiche fondamentali della piccola 2CV declinandone altre su diversi
registri. Tra le più celebri certamente troviamo la Méhari: il fuoristrada di
plastica pensato dal geniale inventore Roland de la Poype, fondatore della
SEAB, l’azienda di materie plastiche che già lavorava per Citroën.
De la Poype ebbe l’idea di rivestire il versatile telaio
della 2CV con una carrozzeria interamente realizzata in ABS, un materiale
elastico e resistente, naturalmente colorato con tinte ispirate all’avventura.
Nel maggio del ‘68, mentre a Parigi la contestazione studentesca scriveva la Storia,
a Deauville Citroën riscrisse quella del divertimento su quattro ruote,
presentando Méhari (dal nome di una razza di dromedari capaci di attraversare i
deserti) capace di diventare due, quattro posti, pick-up, cabriolet, torpedo,
berlina e quanto altro potessero suggerire la fantasia e le necessità del
proprietario e la sua incredibile capote modulare.
A due o quattro ruote motrici, Méhari ha fatto di tutto:
dalla seconda auto al mare al veicolo di tutti i giorni in città o in campagna,
dall’attraversamento dei deserti in missioni scientifiche all’auto medica nella
Parigi-Dakar, unico veicolo per leggerezza e aderenza capace di soccorrere chi
si fosse infortunato nei mari di sabbia del Sahara o dell’Hoggar.
La versione esposta a Padova riprende la livrea sbarazzina
della serie speciale “Azur”, bianca e blu, a suo agio a St.Tropez o sulle cime
dell’Himalaya.
Questo spirito innovatore, fatto di idee creative e di una
costante ricerca del comfort e del benessere a bordo, ha portato all’ultima
realizzazione di Citroën, presentata in anteprima al salone di Padova. La
storia di Citroën di arricchisce di un nuovo capitolo: arriva Nuova C3, l’auto
che completa il percorso iniziato con la 2CV nel 1948 e che riscrive i codici
del mercato con freschezza e ottimismo reinventando un best-seller che ha
venduto oltre 3,5 milioni di esemplari dal 2002.
CITROËN 2CV SOLEIL
Il sogno a colori di Serge Gevin è diventato realtà
“Voglio che sia bianca, con i parafanghi gialli, la capote
gialla, fino al portellone. Con le ruote bianche, i fari (rotondi) anch'essi
bianchi. Con i sedili rivestiti in cotone come le giacche dei marinai, con le
cuciture gialle. Perché è al mare, al sole, alla luce ed all'avventura che
s'ispira la 2 cavalli Soleil.” Le parole sono di Serge Gevin, lo stilista
francese autore delle più fortunate serie speciali Citroën, in particolare
delle 2CV Charleston e Spot, della Méhari Azur e della VISA Sextant, auto dove
traspare la sua passione per il mare e per i grandi spazi aperti.
Concepita nel 1982 e mai realizzata prima d'ora, 2CV Soleil
è il sogno a colori di Serge Gevin che Citroën Italia ha concretizzato nel 2015
operando un restauro completo e assoluto, nel rispetto delle modalità di
lavorazione delle serie speciali della 2CV, sulla base di una versione Club
dell'82.
La Citroën 2CV, costruita ininterrottamente dal 1948 al 1990
in oltre cinque milioni di esemplari, incluse le derivate, ha fatto tutto ed è
stata dappertutto: è stata il veicolo semplice e funzionale che ha permesso a
milioni di cittadini nel mondo di superare limiti e frontiere, di esprimere il
proprio modo di essere e di pensare.
Più che un'auto, la 2CV è un'arte di vivere.
CITROËN MEHARI
Berlina, pickup, cabriolet: Méhari è l'auto trasformista per
il lavoro e per il divertimento
Quattro ruote, un telaio semplice e funzionale, tanta
fantasia ed un nuovo materiale: l'acrilonitrile butadiene stirene, più
comunemente noto come ABS: ecco la formula magica della Méhari, nome preso a
prestito da una particolare razza di dromedari diffusa in Africa, Asia e
persino in Australia. Il papà della piccola Citroën di plastica si chiamava
Roland de la Poype, nobile francese col pallino per le invenzioni. Nel secondo
dopoguerra fondò la SEAB, “società per lo sviluppo e le applicazioni dei
brevetti”, e si specializzò rapidamente nel più nuovo dei materiali: la
plastica.
Un giorno decise di proporre ad un suo particolare cliente,
Citroën, una carrozzeria in plastica per un veicolo polifunzionale. Citroën
accettò il progetto e nacque la Méhari. Colorata, ipermodellabile, ricca di
qualità eccellenti come la deformabilità e la resistenza agli urti, la plastica
poneva pochi limiti ai designer degli anni '50 e '60 che sfornavano a ciclo
continuo asciugacapelli, radio, televisori e frullatori sempre più ergonomici,
futuristici, persino audaci.
Erano gli anni in cui l'industrial design iniziava ad essere
celebrato come forma d'arte. Ma non si tratta di opere da galleria, ma di
un'arte per tutti, che irrompe nel quotidiano delle persone rendendo la vita
migliore e certamente più divertente. Ed è esattamente in questo spirito che
nella primavera del 1968 Citroën presentò al mondo la sua Méhari: un
fuoristrada costruito sull'eccezionale telaio della popolare 2CV e rivestito in
ABS colorato. Giallo, arancio, verde intenso o verde bosco, beige o rosso.
Nessun colore è troppo audace per un'auto giovane e divertente come la Méhari.
Il successo fu immediato e travolgente e la produzione durò quasi vent'anni per
circa 150.000 esemplari.
Quest’anno, Citroën fa rivivere la Mehari con una versione
altrettanto originale e motorizzazione 100% elettrica.
Nuova Citroën C3
Citroën presenta Nuova Citroën C3, reinventando un
best-seller che ha venduto oltre 3,5 milioni di esemplari dal 2002.
Con la sua personalità colorata, Nuova C3 riscrive i codici
del mercato con freschezza e ottimismo. Il suo sguardo unico e gli elementi
grafici caratterizzanti le conferiscono un look energico e rassicurante.
L’abitacolo di Nuova C3 è studiato per offrire il massimo confort e trasformare
i viaggi in momenti di relax. Nuova C3 è infine sinonimo di tecnologia, con un
equipaggiamento in esclusiva mondiale, la ConnectedCAM CitroënTM, una
telecamera HD integrata nella vettura, per condividere immagini e video.
Nuova Citroën C3 è al
centro dei valori di Citroën:
- « OPTIMISTIC » per il design audace: il frontale rialzato
e le forme generose le conferiscono un carattere determinato. La firma grafica
e i colori la rendono trendy e al passo con i tempi. Una personalità unica, dal
forte potenziale di personalizzazione. All’esterno Nuova C3 propone il
bicolore, con 3 tinte per il tetto e note di colore in abbinamento sui
fendinebbia, sulle calotte dei retrovisori, sul montante posteriore e sugli
Airbump®. All’interno sono disponibili 4 differenti armonie per l’abitacolo in
cui la percezione di spazio è immediata.
- « HUMAN » per la sensazione di benessere che offre
immediatamente quando si sale a bordo: sedili confortevoli, tetto in vetro
panoramico, ingegnosi vani portaoggetti , spazi generosi e accoglienti. E’
anche facile da usare, con tutte le funzioni riunite sullo schermo Touch Pad
7’’.
- « SMART » con tecnologie ultra moderne. Oltre alla
ConnectedCAM CitroënTM, Nuova C3 propone anche una serie di equipaggiamenti che
semplificano la vita di chi guida: navigazione connessa 3D con riconoscimento
vocale, telecamera di retromarcia, avviso di superamento involontario delle
linee di carreggiata e sistema di sorveglianza dell’angolo morto. L’efficienza
di Nuova C3 continua anche nella gamma di motorizzazioni benzina PureTech e
Diesel BlueHDi performanti ed ecologiche.
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