Mentre Jannik Sinner continua a brillare nel tennis mondiale dettando la legge del più forte (a Madrid 5 ATP 1000 consecutivo, un record assoluto), in Formula 1 è il giovane Kimi Antonelli a prendersi la scena con una vittoria da campione vero. A soli 19 anni, il pilota bolognese conquista il Gran Premio di Miami, firmando il terzo successo consecutivo.
Una vittoria costruita giro dopo giro
Sul circuito cittadino attorno all’Hard Rock Stadium, lungo 5,412 km, Antonelli ha completato i 57 giri in 1h34’59”, resistendo agli attacchi incessanti di Lando Norris, secondo al traguardo con un distacco di appena 3”264. Un duello serrato che ha acceso il finale di gara.
La corsa è partita nel caos: contatto tra Antonelli, autore della pole, e Max Verstappen, finito in testacoda. A prendere il comando iniziale è stato Charles Leclerc, ma la leadership è cambiata più volte nelle prime fasi, tra sorpassi e colpi di scena.
Safety car e colpi di scena
Il quinto giro ha visto Antonelli tentare l’assalto a Leclerc, in un continuo scambio di posizioni. Poco dopo, incidenti e ritiri hanno costretto all’ingresso della safety car, rimescolando le carte. Alla ripartenza, Norris si è portato al comando, seguito da Antonelli e Leclerc, mentre il meteo incerto aggiungeva tensione.
A metà gara, dopo la girandola dei pit stop, Antonelli è tornato in testa, gestendo con lucidità il vantaggio su Norris e su Verstappen, autore di una rimonta.
Classifiche e prospettive
Con questo successo, Antonelli consolida la leadership del mondiale piloti a quota 100 punti, davanti al compagno di squadra George Russell e a Leclerc. Tra i costruttori domina la Mercedes, seguita da Ferrari e McLaren.
Prossima tappa il 24 maggio in Canada, sul circuito Circuito Gilles Villeneuve.
Il riconoscimento dell’ACI
Non mancano gli elogi istituzionali. Il presidente dell’Automobile Club d'Italia, Geronimo La Russa, ha definito Antonelli “un mix vincente di talento, genio, determinazione e passione”.
E mentre l’Italia sportiva sogna, una certezza si fa strada: il futuro è già qui. E parla italiano.

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