L’indagine ha coinvolto 7
regioni, da nord a sud, 41 province
e quasi 7mila automobili, in 7
regioni, che rappresentano il 33% del parco circolante italiano, con 16 milioni
di veicoli.
Con quest’anno, in 10 anni di controlli specifici, le Forze
dell’Ordine, hanno indagato tutte le regioni d’Italia con un numero complessivo
di verifiche che si avvicina alle
100.000. Si tratta di un campione più che significativo che, pur non avendo
valenza di rigorosità statistica, è certamente un riferimento rappresentativo,
della realtà del parco circolante italiano. Percentuali molto piccole,
apparentemente di scarso rilievo, quando sono traguardate all’intero parco
circolante italiano, assumono
proporzioni impressionanti. Ad esempio, i dati di quest’anno, indicano
che il 12,1% delle 7.000 vetture
controllate presenta almeno una non conformità riferita alle gomme, cioè 850
vetture. Questo dato traguardato su 37 milioni di auto, si tradurrebbe in
circa 4 milioni e mezzo di vetture con irregolarità riferite ai pneumatici.
I risultati dei
controlli della campagna 2013, elaborati in collaborazione con il
Politecnico di Torino, anche quest’anno
hanno evidenziato che c’è ancora molto da fare per promuovere una circolazione
sicura a partire dal pneumatico: fondamentale ma sempre più trascurato, forse a
causa della crisi che riduce sempre di più la capacità di acquisto degli
italiani.
Assogomma e
Federpneus, sottolineano come i controlli del giugno 2013, della Polizia
Stradale, abbiano fotografato un parco circolante con un’anzianità media di 7 anni e 2 mesi, quindi molto più giovane del reale parco auto italiano, che ha un’età
media di 10 anni e 4 mesi, di cui il 44% con addirittura più di 10 anni (fonte
ACI 2012).
Il parco auto Italiano sta subendo un repentino fenomeno di
invecchiamento, infatti nel 2005, l’età media era di 8 anni e 11 mesi, nel 2010
si era leggermente ridotta a 8 anni e 2
mesi, grazie agli incentivi, mentre nel 2012 l’età media si è alzata
considerevolmente arrivando ai 10 anni e 4 mesi. Il calo delle vendite di
auto nuove, lascia presagire un ulteriore peggioramento di questo dato per il
2013.
Leggermente in calo rispetto ai controlli del 2012,
nonostante le regioni indagate siano differenti, la percentuale di pneumatici lisci
riscontrata al 2,7 % del campione, con però percentuali più che doppie in
Calabria (5,5%), con punte a Reggio Calabria del 7%, a Teramo in Abruzzo del
6%, e a Vibo Valentia del 5,8%. La percentuale di pneumatici danneggiati
visibilmente si riduce mediamente al 3% , ma con livelli tripli, rispetto al dato nazionale, a Cosenza (8,7%) e, a
seguire Mantova(8%) e Reggio Calabria (6%).
Calano le quantità di
pneumatici non omologati, che si attestano a circa il 2% del campione con
valori tripli a Como, fanalino di coda al 6%, Brescia al 5,4% e Novara al 4,9%.
Si riduce anche il dato medio di pneumatici non conformi alla carta di
circolazione con in inspiegabile picco a Trieste di oltre il 10,5%.
Dati mediamente in
leggero miglioramento, grazie alla
virtuosità di alcune regioni come la Lombardia e il Piemonte dove sono state condotte negli anni numerose
indagini di questo tipo: tutto ciò a dimostrazione che i controlli fanno bene
alla sicurezza stradale migliorando
l’attenzione degli automobilisti nei confronti delle scarpe della propria
vettura.
Va inoltre rilevato, che all’aumentare dell’anzianità del
veicolo, segue un aumento lineare e
progressivo delle percentuali di non conformità, a dimostrazione della scarsa
manutenzione sui pneumatici.
Infatti nelle vetture sopra i 10 anni le quantità di pneumatici lisci, danneggiati
e non omogenei è doppia rispetto a quelle con età compresa tra i 5 e i 10 anni,
e addirittura si quadruplica rispetto alle vetture fino a 4 anni di età.
“E’ importante che ogni veicolo monti pneumatici in
conformità del dettato normativo per non compromettere la sicurezza alla guida
e non incorrere in sanzioni” – spiega Vittorio
Rizzi, Direttore del Servizio Polizia Stradale. “Ad esempio, non tutti
sanno che è sanzionabile la circolazione con pneumatici il cui battistrada
abbia uno spessore inferiore a quello previsto dalla legge o che presenti tagli
o incisioni. E’ necessario che la cura degli pneumatici divenga un fattore di
coscienza c.d. sociale”.
Alla mancata manutenzione ordinaria dei pneumatici, si
aggiunge la mancata revisione, che incide anche sul pneumatico, il cui dato è quasi raddoppiato dall’anno
scorso, passando dal 2,7% al 4,62% delle
auto controllate, con picchi in Friuli Venezia Giulia, in cui si raggiunge il
10,65 % delle auto controllate prive di revisione.
“La ricerca del risparmio a tutti i costi, favorisce la
crescita di soluzioni di ripiego che possono costituire un elemento di rischio
per la sicurezza stradale” – dice Fabio
Bertolotti, Direttore Assogomma.
Questa è una delle ragioni che sta alla base dell’aumento di pneumatici non omogenei per asse che dal 3,2%
passa al 5,5% con punte del 10,5 % in Abruzzo e di quasi l’8% in Calabria e
Sardegna”
Questo tipo di non conformità, raggiunge valori ancora più
elevati, a livello provinciale: è il caso di Teramo (16,9%), Alessandria (
15,25), Oristano ( 13,9%).
Per legge, i
pneumatici sullo stesso asse devono essere identici, cioè perfettamente
uguali, in tutto e per tutto: marca, modello, misure e caratteristiche
prestazionali. Questa prescrizione giuridica, soggetta ad ingenti sanzioni
pecuniarie, nonché al ritiro della carta di circolazione, e all’invio alla
revisione, ha soprattutto un fondamento tecnico basilare: salvaguardare il
corretto funzionamento del veicolo e quindi la sicurezza.
In fortissima
crescita anche la percentuale di pneumatici invernali ancora montati nel periodo dei controlli, la seconda decade
di giugno, con una quota media del l’11,38%, con punte del 22,5% in Abruzzo. A
livello provinciale, maglia nera a Sondrio (27,6%), seguita a ruota da Teramo
(26,5%), Pescara (26,3%) e L’Aquila (23,5%).
Forse, gli automobilisti di queste province, non sanno che,
come in inverno il miglior equipaggiamento per circolare è dotarsi di pneumatici
invernali, così in estate, è meglio in termini di prestazioni e consumi,
circolare con gomme estive. Un test organizzato da Assogomma e Federpneus a
Bologna presso la fiera Autopromotec, a maggio di quest’anno, ha dimostrato
come con temperature calde, il
pneumatico estivo riduce lo spazio di frenata su asfalto asciutto fino al 25%
rispetto all’omologo invernale, mentre su bagnato la differenza di spazio di
frenata arriva fino al 18% rispetto all’invernale.
Quest’anno per la prima volta è stata rilevata anche la percentuale
di vetture che montavano un equipaggiamento misto, cioè due gomme invernali
sull’asse trattivo e due estive al posteriore.
Sono state circa 200 le auto controllate con tale
configurazione, cioè il 2,5% del
campione. Si tratta di una configurazione
sconsigliata non solo dalle case costruttrici, ma anche dalla Direttiva
ministeriale del 16 gennaio 2013, che proprio nell’ambito di una regolazione
della circolazione durante il periodo invernale
ha sentenziato di “ impiegare un equipaggiamento omogeneo su tutte le
ruote al fine di conseguire condizioni uniformi di aderenza sul fondo
stradale».
Tale equipaggiamento,
sale fino al 3% ed oltre, nel caso di fuoristrada e di vetture di piccola
cilindrata: un’altra pratica probabilmente all’insegna della ricerca affannosa
del risparmio e/o da una errata equiparazione alle catene. “ Se è comprensibile
che gli automobilisti italiani cerchino ogni sistema, per essere in regola con
la legge con il minimo esborso, non è accettabile che ciò vada a discapito
della loro, e soprattutto altrui incolumità” – afferma sempre Fabio Bertolotti.
Una novità nei parametri dell’indagine di quest’anno, è data
dall’ambito dell’indagine stessa, che si è svolta in Autostrada solo nel 31%
dei casi, mentre nel 42% le auto sono state fermate su strade a una corsia.
Assogomma e
Federpneus consigliano sempre, e a maggior ragione in occasione delle
partenze estive e di lunghi viaggi, una visita presso un Rivenditore
specialista: sono oltre 5.000 in Italia i professionisti presso cui è possibile
gonfiare i pneumatici ed effettuare un controllo visivo sullo stato dei
pneumatici, tutto gratuitamente.
E’ bene rammentare anche di ripristinare la pressione della
ruota di scorta e di far controllare lo stato dei pneumatici di roulotte,
carrelli appendice e camper che spesso sono stati fermi per 11 mesi, e che
possono presentare oltre ad un classico sottogonfiaggio, anche deformazioni
permanenti delle gomme.
“Per viaggiare sicuri è indispensabile utilizzare pneumatici
idonei al periodo stagionale, controllati accuratamente da rivenditori
specialisti, e soprattutto
opportunamente gonfiati”
Conclude Fabio Bertolotti. “ E’ un
consiglio di civiltà che tra l’altro aiuta a risparmiare benzina e a
ottimizzare il consumo delle gomme”.




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