mercoledì 10 luglio 2013

Ecco come vanno le imprese italiane nel mondo in attesa della ripresa nazionale


Le imprese italiane competono nel mondo in attesa della ripresa della produzione nazionale. In un contesto di crescita  mondiale, la filiera italiana  è in sofferenza, con un calo del 9,2% del fatturato. Meglio in Piemonte (-5,2%), soprattutto per engineering e designer (+1,6%).  Scende per la prima volta  anche  l’export  (-5,3%). I mercati  lontani  e la qualità  dei prodotti si confermano le maggiori leve competitive.

È  stata  presentata la nuova edizione dell’Osservatorio  sulla filiera   autoveicolare  italiana    realizzata    dalla    Camera    di   commercio   di   Torino,   in collaborazione  con   l’ANFIA -  Associazione   Nazionale   Filiera  Industria   Automobilistica,  la Camera  di commercio di Chieti e la Camera  di commercio di Modena.
L’indagine, curata da Step Ricerche, si basa  su interviste  ai principali operatori, su focus group organizzati presso le diverse  realtà  locali e sulle risposte a un questionario di 25 domande da parte  di 791 imprese della filiera autoveicolare nazionale, fornite  nel mese  di maggio 2013. Le risposte degli imprenditori sono  state  incrociate con i dati di bilancio per dare  una misura  dei fenomeni in corso  nel settore nazionale e confrontarli con quanto sta avvenendo nel contesto internazionale.

“Dopo un 2011  positivo,  il 2012  registra una  flessione  del fatturato  della filiera autoveicolare italiana (-9,2%) che appare comunque più attenuata per le imprese piemontesi (-5,2%) - ha osservato Guido Bolatto, Segretario Generale  della Camera  di commercio di Torino - Hanno sofferto   maggiormente   le   imprese   che   realizzano    componenti   semplici,   più   facilmente attaccabili  dalla  concorrenza,  mentre   chi  ha  puntato sulla  qualità,  come  gli  engineering   e designer  piemontesi (+1,6%), è riuscito a contenere  la riduzione.  La frontiera  della produzione negli  ultimi  anni  si è poi spostata  verso est  o più in generale  verso i paesi  emergenti, ma  le iniziative  promosse  negli ultimi dieci anni a favore dell’internazionalizzazione hanno  prodotto  i loro frutti: oggi, infatti, tre esportatori su cinque riescono a raggiungere  questi nuovi mercati”.

“Dopo due anni consecutivi in crescita, il 2012 ha segnato  un’inversione di rotta per il comparto della componentistica – ha  commentato Mauro  Ferrari, Presidente del  Gruppo  Componenti ANFIA – con una riduzione  del fatturato  del 9,2% a causa della contrazione  del mercato  e della produzione  nazionale  (-19,8% per le vendite  e -18,3% per la produzione  di autovetture in Italia) e anche  della  flessione  dell’export, pari al -5,3%  rispetto  al 2011,  quando  si erano  superati  i livelli pre-crisi. Grazie al calo delle importazioni (-10%), la bilancia commerciale si è mantenuta positiva per 7,4 miliardi: record di sempre, a conferma  della vivacità di un settore di punta, tecnologicamente avanzato e di per sé competitivo,  nonostante si trovi ad operare in un Sistema Paese   con   un   grave   gap   di  competitività  rispetto   agli   altri  mercati   europei,   del   tutto incompatibile con la ripresa dalla crisi, ancora prima del vero e proprio sviluppo. Per garantire la sopravvivenza e  la crescita  del  comparto  nei  prossimi  decenni  – ha  concluso Ferrari  – è indispensabile  continuare  a  puntare  su  creatività  e  innovazione di prodotto  e  di processo, sull’aggregazione  delle imprese, perché un tessuto  imprenditoriale costituito  in gran parte da PMI abbia una   struttura   adeguata  ad  affrontare   i  mercati   internazionali,   e  sull’internazionalizzazione come opportunità sia sul fronte dell’export, sia su quello della localizzazione nei mercati ad alta crescita”.

Sintesi  dei dati
Nel mondo  crescono le  immatricolazioni  (+5%  rispetto  al  2011)  e  la  produzione di  autoveicoli (+5,3%). L’Europa a 27 tuttavia  non  aggancia l’espansione del  mercato globale:  per  il quinto anno consecutivo calano   le  vendite (-8,4%)  per  quasi  tutti  i maggiori costruttori  e  scende anche   la produzione (-7,3%).   I componentisti italiani sono  24.271,  con  166mila addetti:  il Piemonte ospita 872  imprese e 90mila  addetti. La filiera fattura  complessivamente quasi  38  miliardi  di euro,  di cui poco  meno di 18 in Piemonte (il 47%). Dopo  un 2011 in cui si era registrata una crescita  dei ricavi, nel 2012 la filiera nazionale ha subito  una  contrazione dei fatturati  del -9,2%, attenuata per  le imprese piemontesi (-5,2%), soprattutto grazie  agli  engineering & designers (+1,6%). Dopo  il record  dello scorso  anno   (19  miliardi  di  euro),  le  esportazioni  di  parti  e  componenti si sono   assestate a  18,1 miliardi  con  un  calo  del  5,3%. La  variazione  del  Piemonte è  allineata   alla  media  nazionale  (-5% rispetto al 2011), che  porta le esportazioni piemontesi a una  quota di poco  superiore ai 7 miliardi di euro,  il 40% del valore  italiano.  Aperti  39  stabilimenti all’estero, soprattutto nelle  aree  di più forte crescita.  La dipendenza da  Fiat si assesta sul  40,7%  del  totale   dei  ricavi italiani:  in  calo  il valore piemontese, passato in un anno  dal 50,6% al 46,4%.

Uno sguardo al 2013
Nel primo  trimestre del 2013 si intravede qualche timido  segnale positivo  o per lo meno  di tenuta. Le esportazioni  nazionali di  autoveicoli,   componenti e  carrozzerie  sono   stabili  rispetto  allo  stesso periodo del 2012, quelle  piemontesi riescono a crescere del  4,1%. La produzione nazionale segna un'altra flessione  (-7,8%), risultato  di due  mesi  di crescita  (gennaio e marzo)  e di febbraio in calo (-27,5%).  Il  campione  intervistato  si  divide  fra  coloro   che  dichiarano  una   crescita   degli   ordinativi nazionali  (57%) e  coloro  che  hanno ridotto ancora  le commesse (43%), con  un  saldo  positivo del 14%. La raccolta  ordini va meglio  per chi si rivolge ai mercati  internazionali: in questo caso coloro  che dichiarano un aumento sono  il 67% e il saldo  positivo  risulta pari al 33,6%.

Il contesto internazionale 2012
Immatricolazioni La domanda di autoveicoli continua ad  aumentare. Globalmente nel 2012  si sono immatricolati 81,7 milioni di autoveicoli,  +5% rispetto al 2011. Tutti i paesi  BRIC sono  in crescita  e la Cina,  da   anni   il  primo   mercato  mondiale,  è  ulteriormente  cresciuta  del  4,3%.  Sono   riprese   ad aumentare  però   le  immatricolazioni  in  alcuni  mercati   sviluppati:   Stati  Uniti  +13,4%  e  Giappone +27,5%.  Nell'Europa  a  27  invece   si  registra   nel  2012  e  per  il  quinto  anno   consecutivo  una contrazione delle  immatricolazioni (-8,4%). La crisi delle  vendite  ha  riguardato tutti  i paesi,  salvo  la Gran Bretagna (+3,7%): maglia nera all'Italia (-21%), seguita dalla Francia (-13,2%) e dalla Germania  (-3,3%). Questa dinamica  ha  ripercussioni su tutti  i costruttori europei:  Volkswagen  perde l'1,1% delle immatricolazioni, Renault  addirittura  il 18,9% e il gruppo Fiat il 15,8%. L'unico grande costruttore a crescere in Europa è Hyundai-Kia (+11,5%).
Produzione Anche  la produzione mondiale tende a crescere (84 milioni di unità,  +5,3%  rispetto al 2011). L'Asia è il primo  continente produttore con  il 59% della  produzione mondiale: un autoveicolo su  due   nel  mondo viene  assemblato  qui.  Il  NAFTA2 è  l’area  a  più  alta  crescita   (15,8  milioni  di autoveicoli prodotti, +17,2%  rispetto al 2011), grazie  alla ripresa  economica degli  USA.
L’analisi si basa  sulle società  di capitale,  in quanto sono  le imprese di cui l’Osservatorio dispone dei dati di bilancio. Questi  dati sono  estratti dal  database di  AIDA prodotto e  commercializzato da  Bureau  VanDijk Electronic  Publishing,  che  raccoglie  i bilanci  (consolidati e  non) depositati dalle società  di capitali che hanno sede  in Italia.
2   Il North  American Free Trade Agreement (NAFTA) comprende Canada,  Messico e Stati Uniti si sono   prodotti 16,2  milioni  di  veicoli, con  un  calo  pari  al  -7,3%.  In sostanza, la  produzione europea riflette  le condizioni  di compressione del mercato europeo delle immatricolazioni. In seguito alla  flessione   del  2011  (-5,7%),  nel  2012  la  produzione  italiana   di  autoveicoli  è  ulteriormente diminuita (-15%), per  un  totale di  671mila  autoveicoli assemblati.  A differenza  del  2011,  lo  scorso anno  il settore non  ha  potuto beneficiare della  tenuta della  produzione finale di veicoli industriali  e commerciali,  che dopo due  anni di crescita  sono  tornati a flettere (-9,8%).

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