Il prezzo dei carburanti torna al centro dell’attenzione. Secondo le stime di Facile.it, il mancato rinnovo del taglio delle accise potrebbe costare agli italiani fino a 880 milioni di euro in più nel solo mese di aprile. Una misura, attesa dal Governo, che potrebbe fare la differenza in un contesto già segnato da rincari significativi.
Marzo già pesante: +470 milioni alla pompa
Nonostante lo sconto attuale di 24,4 centesimi al litro, marzo si è chiuso con un conto più salato per gli automobilisti: +470 milioni rispetto a febbraio.
Nel dettaglio, l’aumento ha inciso per circa 97 milioni sulla benzina e ben 372 milioni sul diesel, confermando come sia proprio quest’ultimo a pesare maggiormente sui consumi.
Prezzi in salita: diesel oltre i 2 euro
Dall’inizio delle tensioni internazionali, i prezzi alla pompa hanno registrato un’impennata. La benzina è passata da una media di 1,65 euro/litro a febbraio a 1,77 euro a marzo. Ancora più marcato l’aumento del diesel, salito da 1,70 a 1,98 euro al litro, superando stabilmente la soglia dei 2 euro nelle ultime settimane.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 1° aprile il diesel in modalità self service ha raggiunto i 2,076 euro/litro, mentre la benzina si attesta a 1,754 euro. Sulla rete autostradale i prezzi risultano ancora più elevati.
Il conto di aprile rischia di salire
A febbraio la spesa complessiva per i rifornimenti era pari a circa 3,7 miliardi di euro. A marzo si è arrivati a sfiorare i 4,2 miliardi (+12%). Senza interventi, ad aprile il conto potrebbe toccare i 4,6 miliardi.
E il rischio è che la cifra aumenti ulteriormente: con le festività pasquali, infatti, i consumi di carburante tendono a crescere.
Scenario incerto
Il rinnovo del taglio delle accise appare quindi cruciale per contenere l’impatto sui bilanci delle famiglie. In caso contrario, l’effetto combinato di prezzi elevati e maggiori consumi potrebbe tradursi in una nuova, pesante stangata per gli automobilisti italiani.

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