martedì 16 ottobre 2012

LA STORIA DI SUZUKI IN ITALIA

 
Le prime auto Suzuki arrivano in Italia nel 1982.
Suzuki Motor Corporation affida la distribuzione dei suoi veicoli ad Autoexpò con sede ad Ora (BZ).Fino al 1995, quest’ultima si occupa direttamente della commercializzazione delle vetture Suzuki in Italia e della relativa strategia commerciale. Autoex gestisce inoltre la comunicazione del marchio a livello nazionale.

 
L’esordio sul mercato avviene con i veicoli a 4 ruote motrici. La decisione è di posizionare i performanti 4x4 Suzuki non solo come veicoli atti al fuoristrada ma come una possibile e valida alternativa alla “seconda vettura di famiglia”. Scelta che si rivela subito vincente e che viene supportata da molte iniziative di marketing rivolte sia alla rete sia ai clienti.
 
La forte immagine di Suzuki, valido costruttore di 4x4, trova le sue origini proprio in quegli anni.
 
I primi modelli ad arrivare, tra il 1982 e il 1984, sono lLJ80  (1982), lSJ410  e SJ413 (1984), modelli che portano per la prima volta un piccolo fuoristrada in città facendone una moda. Dotati di propulsori da 800cc, 1000cc e 1300cc rispettivamente, questi modelli sono ribattezzati in Italia con il nome di “Suzukini. Nel 1988 arriva la versione rinnovata nel design e nella tecnica, denominata Samurai, conquistando in breve tempo una moltitudine di appassionati.
 
In questi primi anni di vita Suzuki in Italia cresce fino a immatricolare 1.075 vetture nel 1984.

 
Negli anni successivi vengono poi introdotti numerosi nuovi veicoli:

-    Parca nei consumi, economica nel prezzo ma ricca di contenuti Maruti 800 (1988) è la prima vettura cittadina in Italia a 5 porte con un allestimento pari a una berlina di classe superiore: aria condizionata, alzacristalli elettrici e, incredibilmente, interni in pelle. Un modello che fa parlare di se sul mercato e che consente a Suzuki di accedere al segmento delle stradali;
-    la prima versione di Swift 1.3 GTI (1990), una vettura compatta e sportiva (ben 103 cv) dall’utilizzo versatile che unisce praticità e stile, comfort e dinamismo; tuttora oggetto di culto degli appassionati di piccole auto sportive.
 
la prima versione di Alto  (1996) la citycar in grado di soddisfare tutte le esigenze quotidiane  di  mobilità  urbana  grazie  alle  sue  doti  di  sicurezza,  tecnologia  e comodità;
-    l’agile, flessibile e affidabile Vitara,  il primo fuoristrada compatto caratterizzato da un comfort a bordo tipico delle berline, precursore degli attuali SUV e capace di coniugare perfettamente la doppia anima on e off-road, grazie al sistema di sospensioni Mc Pherson, montate su un fuoristrada per la prima volta. Introdotto con alimentazione   a benzina (1988) e a seguire nella versione Turbo Diesel Intercooler (1996).
 
A questi prodotti, commercializzati da una rete di vendita capillare composta da molti concessionari, alcuni dei quali ancora oggi rappresentano il marchio Suzuki, si aggiungono nello stesso periodo: Supercarry (1988) e Carry  (1996) i due VAN made in Suzuki pensati per soddisfare le necessità commerciali dei propri clienti, grazie alle dimensioni estremamente contenute e con un’abitabilità interna e uno spazio di carico generosi. Inoltre in questi anni vede la luce sul nostro mercato Baleno 3 e 5 porte a benzina a due e a tre volumi (1995), molto maneggevole per la guida in città e al contempo solida e sicura per le gite fuori porta. Suzuki Baleno è la prima family car di Suzuki che si posiziona nel segmento C offrendo anche una trazione 4x4 con un rapporto qualità/prezzo ottimo.

 
Un decennio florido e intenso che ha permesso a Suzuki Italia di svilupparsi sia come quote di mercato, passando la soglia dello 0,5% (0,51% del 1996), sia come immatricolazioni superando le 10.000 unità nel 1988 (10.080), ed a seguire nel 1989 13.160 unità, nel 1990 12.781 unità e nel 1991 11.722 unità.
 
Il 1995 segna una tappa importante nella storia di Suzuki Automobili in Italia. È, infatti, in quell’anno che Suzuki Motor Corporation decide di rilevare l’attività dell’importatore, gestendo direttamente il business auto che si va ad affiancare alle divisioni motocicli e motori marini, già presenti dal 1976 nella filiale italiana di Robassomero (TO).
L’allora presidente di Suzuki Italia SpA era il sig. Takata (1990), sostituito dal sig. Miyazaki (1995) al quale si succedono nell’ordine il sig. Iwatsuki (1998), il sig Tarumoto . (2001), il sig. Fujita (2003) e il Sig. Kumataki (2011) presidente attualmente in carica.
 
Le prime grandi soddisfazioni arrivano già nel 1997 quando, beneficiando di un mercato molto attivo grazie agli incentivi sulla rottamazione, le immatricolazioni Suzuki raddoppiano, raggiungendo le 16.305 unità e una quota di mercato pari allo 0,68%, grazie anche ad uno straordinario successo di Vitara.

In quello stesso anno arrivano in Italia Swift, fresca di restyling, e Baleno Wagon che permette a Suzuki di offrire una familiare 4x4 super equipaggiata a meno di 30 milioni di lire.
 
È nell’anno successivo che Suzuki consolida ulteriormente la propria posizione con l’arrivo di due vetture che saranno a lungo protagoniste della crescita di Suzuki in Italia: Grand Vitara a 3-5 porte nelle versioni 1.6-2.0 benzina e 2.0 TD, una vettura che assicura divertimento alla guida e massima sicurezza sia in strada sia fuoristrada e la futuristica Wagon  R*, dal design originale, che rappresenta l’essenza stessa della comodità per la maneggevolezza nella guida e per il comfort dell’abitacolo. Il primo monovolume con una altezza interna senza concorrenti.

Grazie anche a questi due nuovi veicoli Suzuki Italia raggiunge una quota di mercato pari allo 0,73% superando le 17.000 immatricolazioni.


 
Sono anni ricchi di novità. Infatti nel 1999 fa il suo ingresso una delle pietre miliari della gamma  off-road:  il  piccolo,  agile  ed  intramontabile  Jimny,  un’icona  del  fuoristrada compatto, un grintoso 4x4 ma anche confortevole citycar che, ancora oggi, fa registrare migliaia di immatricolazioni. Dall’introduzione della prima LJ80 ad oggi, ben 110.000 unità di  piccoli  fuoristrada  Suzuki  sono  stati  venduti  in  Italia.  Nello  stesso  anno  arriva  sul mercato italiano la versione Turbo Diesel di Baleno Wagon.
 Il 2000 è invece l’anno di Ignis, una vettura capace di fondere gli elementi di un’innovativa city-car a quelli di un piccolo Sport Utility, con tutto lo spazio e le dotazioni di serie di un moderno SUV. Tra  il  1999  e  il  2000  Suzuki  Italia  assesta  la  propria  quota  di  mercato  sullo  0,71% superando le 17.000 immatricolazioni.
 
Nel 2001 arrivano Liana, acronimo di “Life In A New Age”, un auto del segmento C estremamente versatile, che condensa i valori tipici giapponesi come tecnologia ed affidabilità  e si presenta sul mercato nelle versioni 2WD e 4x4 e il restyling di Alto.  Nello stesso anno Suzuki introduce su tutta la gamma la tecnologia DDIS (Diesel Direct Injection Suzuki) che assicura l’aumento delle performance minimizzando i consumi e riducendo le emissioni nocive. L’alimentazione diesel ha consentito a Suzuki Italia di aumentare la penetrazione di mercato in modo esponenziale.
 
L’arrivo dei nuovi prodotti ed una rete di vendita invidiata, danno grandi soddisfazioni alla divisione automobili di Suzuki Italia che riesce così a bruciare record di vendite uno dopo l’altro e diventare il primo importatore Suzuki in Europa raggiungendo, nel 2001, lo 0,92% in termini di quote di mercato e oltre 22.000 immatricolazioni,   quasi raddoppiandole 17.000 immatricolazioni ottenute nel 2000.

 
Nel 2004, annunciato al Salone di Ginevra, Suzuki decide di dar vita ad una nuova strategia.  Comincia  così  la  nuova  era,  la  “Renaissance”,  un  nuovo  ed  effervescente periodo di rinnovamento, che si traduce nella realizzazione e commercializzazione di vetture di respiro internazionale pensate specificatamente per un’utenza europea. Una nuova filosofia con la quale Suzuki affianca all’affidabilità tipica dei prodotti giapponesi il design e lo stile europeo. Tradizionalmente riconosciuta come Casa di riferimento nel segmento   dei   fuoristrada,   Suzuki   decide   di   ampliare   il   proprio   raggio   d’azione, introducendo sul mercato nuovi modelli in sintonia con un target giovane e trendy. Nasce il claim “Way of Life”, che invita ad uno “Stile di Vita” originale e frizzante.
 
Suzuki viene così riconosciuta come marchio di prestigio, in grado di offrire una gamma di automobili completa, versatile, capace di soddisfare le diverse esigenze degli utenti.
È la svolta. Tra il 2001 e il 2004 Suzuki Italia supera la soglia dell’1% di quota di mercato e raggiunge le 26.700 immatricolazioni.
 
Per quanto riguarda i nuovi prodotti dopo il restyling nel 2004 di Liana con l’introduzione della tecnologia DDiS arriva la seconda generazione di Swift (2005). La prima vettura progettata appositamente per il mercato europeo, icona di stile e indirizzata ad un target giovane, che vanta oggi il titolo di top seller nella gamma Suzuki con oltre 90.000 unità; la segue sei mesi dopo la seconda generazione di Grand  Vitara  (2005), completamente rivista nell’estetica e nella tecnologia, lo Sport  Cross-Over  SX4 (2006) precursore dello stesso segmento Crossover, e Swift  Sport  (2007), versione ancora più “pepata” della mitica Swift e nuova icona del divertimento giovanile, pluridecorata nei rally mondiali.

 
Il 2007 è l’anno record per Suzuki in termini di immatricolazioni che raggiungono le 37.365 seguito nel 2009 dal record di quota di mercato a 1,55%.

 
Dal 2008 al 2012 nuove importanti vetture entrano a far parte dell’ampia proposta Suzuki in  Italia:  Splash   (2008)  una  monovolume  compatta  eccellente  nelle  performance, inimitabile nel comfort e con un look dalle linee pulite, la generazione di Alto  (2009) contraddistinta per le emissioni CO2 più basse sul mercato con la versione a 5 porte a doppia alimentazione benzina/GPL e consumi ridottissimi nella versione a benzina (solo 4,4 l/100 km), Swift  (2010) terza generazione, a cui segue nel 2011 la versione Sport, mentre il 2012 è l’anno di Grand Vitara Evolution e di Jimny  Evolution, special  guest di questo 30° anniversario di Suzuki Automobili in Italia.

 
Pur in una condizione di contrazione estrema della domanda e di spostamento della stessa lontano dai segmenti coperti da Suzuki, ovverosia il segmento dei clienti privati e non quello delle grandi flotte e dei KM zero, utili alle statistiche ma poco rappresentativi, Suzuki difende  la soglia dell1% di quota di mercato grazie a:
una gamma di vetture cittadine dai costi di esercizio contenuti;
una rete di vendita ormai esperta nell’identificazione e interazione con il cliente Suzuki;
una gamma completa ed esclusiva nel segmento 4x4.
 
Oggi Suzuki rimane ottimista nei confronti di una futura ripresa della domanda che le permetta di colmare velocemente il gap negativo passato e di tornare nuovamente protagonista sul mercato. Per ottenere ciò Suzuki presenterà sul mercato italiano almeno un nuovo veicolo ogni anno, tutti pensati per venire incontro alle richieste di una clientela sempre più esigente e nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.
 
Una ripresa che è frutto anche di un nuovo posizionamento di Suzuki Italia, strettamente legato alla “Japan Coolture”, che indica un’attitudine al cambiamento, al movimento e all’innovazione. Un orientamento verso uno stile di vita anticonformista, trendy e dinamico, capace di guidare le scelte, di essere sempre reattivi, veloci, saper cogliere le occasioni, anticipare i tempi, sapersi distinguere dagli altri, sentendosi sempre a proprio agio.


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