lunedì 23 febbraio 2026

Sprinter si racconta (senza raccontarsi): il progetto audio con Maccio Capatonda


 Il paradosso è dichiarato fin dal titolo: sono storie che sarebbe meglio non raccontare. E che, se proprio qualcuno decidesse di farlo, sarebbe preferibile non ascoltare. Eppure “Storie Inascoltabili” è il nuovo podcast firmato da Mercedes-Benz Vans Italia insieme a Maccio Capatonda, ed è già disponibile con il primo episodio su Spotify, YouTube e sul sito ufficiale del brand.

 

Cinque episodi in cui l’umorismo surreale e il nonsense intelligente tipici di Maccio diventano il linguaggio scelto per raccontare, in modo inedito, uno dei modelli più iconici della Stella. Le storie – scritte da Maccio Capatonda con Alessandro Mannucci e Valerio Desirò – prendono forma a partire da una premessa volutamente assurda, trasformata in un irresistibile invito a premere “play”.

Sprinter come innesco narrativo

All’interno della serie, lo Sprinter non è il protagonista tradizionale, ma l’elemento che accende la miccia del racconto. È lo spunto narrativo da cui si sviluppano trame ironiche e volutamente fittizie, in cui il veicolo entra ed esce di scena senza mai autocelebrarsi.

Eppure, tra una battuta e l’altra, emergono con naturalezza i punti di forza del modello: sicurezza, versatilità, valore nel tempo, possibilità di personalizzazione e sistema multimediale MBUX. Non una scheda tecnica in formato audio, ma un racconto laterale, dove il mezzo è “quello giusto” perché la logica della storia lo richiede.

Un progetto non convenzionale

“Storie Inascoltabili è un progetto che abbiamo voluto fortemente perché permette di parlare di Sprinter da una prospettiva nuova, non convenzionale e decisamente memorabile - ha dichiarato Dario Albano, Managing Director di Mercedes-Benz Vans Italia - Maccio Capatonda ha creato un immaginario unico, in cui l’eccellenza del veicolo si intreccia a storie che non si erano mai sentite… e probabilmente non si sentiranno mai più”.

 

Con questa operazione, Mercedes-Benz Vans sceglie la strada del branded content ironico per rafforzare il dialogo con il pubblico digitale: meno promozione diretta, più intrattenimento. E, soprattutto, un racconto capace di farsi ascoltare proprio perché – almeno in teoria – non dovrebbe esserlo.

 

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