giovedì 11 aprile 2013

SUBARU ITALIA RISPONDE AGLI ARTICOLI APPARSI NEI GIORNI SCORSI RIGUARDO IL TRASFERIMENTO A MILANO


Subaru Italia sta affrontando un profondo cambiamento delle strategie aziendali che non porteranno ad un abbandono del suolo italiano per convenienza economica, ma, al contrario, verrà consolidato il ruolo centrale dell’azienda per il mercato europeo.
L’azienda è pienamente consapevole del fatto che un tale cambiamento provochi uno sconvolgimento nel tessuto sociale locale, dove Subaru ha avuto per lungo tempo la propria sede, ma  non può evitare di operare quei cambiamenti  senza  i  quali  la  propria  esistenza  in  Italia potrebbe essere messa in discussione.

 Con riferimento agli articoli apparsi nei giorni scorsi, soprattutto sulla stampa locale, Subaru Italia stigmatizza con fermezza le notizie fuorvianti riportate in merito alla conduzione da parte dell’Azienda dei confronti con le Organizzazioni Sindacali e le Istituzioni Pubbliche in relazione al prospettato  trasferimento  di  parte  della  propria  attività  aziendale  a  Milano  ed,  ancor  più,  le offensive illazioni contenute in merito ad una presunta ambiguità del proprio management o ad una volontà di aprire trattative economiche individuali con i singoli dipendenti, scavalcando il ruolo istituzionale del Sindacato.

Il  Presidente di  Subaru Italia  ha  più  volte manifestato  e  dato  prova  della  propria  volontà  di discutere ogni aspetto della vicenda con gli interlocutori istituzionali, sino a confermare tale disponibilità con comunicazione indirizzata alla Provincia di Trento il giorno 2 aprile 2013, il cui contenuto non prospettava certo il “congelamento del trasferimento per tre mesi”, ma solo l’ovvia astensione dal darvi esecuzione durante il periodo utile alla discussione, né la possibilità che sarebbero stati trasferiti a Milano “solo alcuni soggetti per rappresentanza”.

Del tutto coerentemente, Subaru ha quindi tempestivamente convocato una riunione presso Confindustria per il giorno 5 aprile proprio con questo scopo, invitando al tavolo tanto le RSA e la CGIL che la Provincia di Trento, la quale ultima ha ritenuto di declinare l’invito, non ritenendolo conforme alle intese raggiunte.

Oggetto dell’incontro, che avrebbe dovuto rappresentare proprio l’inizio di quel tavolo di lavoro tanto auspicato da tutti gli interlocutori, avrebbe dovuto essere la discussione e l’ulteriore approfondimento  con  le  Organizzazioni  Sindacali  e  le  Istituzioni  del  piano  di  spostamento elaborato dai vertici di Subaru, inclusi tutti gli aspetti connessi al prospettato trasferimento dei dipendenti, anche al fine di rendere evidente come l’impatto sugli stessi sarebbe notevolmente ridotto rispetto al numero di 43 lavoratori sempre pubblicizzato da parte sindacale.

La discussione non è stata resa possibile dall’assenza della Provincia, riconosciuta quale fondamentale soggetto interlocutore della discussione, e dalla pretesa del Sindacato di avere un contatto diretto con i vertici di Subaru “dove vengono prese le decisioni”.
Subaru Italia, ad ulteriore manifestazione della propria disponibilità senza condizioni al dialogo ed al confronto, ben lungi dal dimostrarsi “terrorizzata” da un coinvolgimento dei vertici del Gruppo, ha preso atto della richiesta e si è immediatamente attivata per l’estensione del tavolo ai responsabili, all’interno  del  Gruppo  Subaru,  del  progetto  di  riorganizzazione  del  mercato  europeo,  che costituisce il presupposto del piano di trasferimento presentato riservandosi la fissazione di un programma di lavoro a tale riguardo.

Subaru, quindi, pur sottolineando ad ogni occasione l’approfondita e meditata predisposizione del piano di trasferimento da parte del Gruppo, non si è mai sottratta ad un leale ed aperto confronto con i soggetti a ciò istituzionalmente preposti, sforzandosi di favorire un clima e delle condizioni il più possibile sereni per arrivare alla definizione della vertenza”.





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