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La
conferenza “Dialogo su metropoli e mobilità” ha offerto un primo sguardo sui
cambiamenti della mobilità a livello mondiale
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Definiti
dagli architetti i prerequisiti e forniti impulsi per la mobilità urbana del
futuro
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Analisi
della situazione attuale con il focus su: Boston/Washington, Istanbul, Mumbai,
Pearl River Delta, San Paolo e Tokyo
L’Audi Urban
Future Award si è dato l’obiettivo di elaborare una nuova prospettiva della
mobilità futura in collaborazione con i sei studi di architettura e gli
urbanisti che partecipano all’edizione 2012. Con questo scambio di idee tra gli
esperti Audi e gli architetti di aree metropolitane che spaziano da San Paolo a
Tokyo, è iniziata la seconda edizione dell’Award.
In occasione della conferenza “Dialogo su metropoli e mobilità” che si è
tenuta la scorsa settimana a Ingolstadt, sono state esaminate aree urbane
estremamente diverse tra loro, dal punto di vista geografico, storico e
culturale. Ma tutte hanno un tratto in comune: ogni area mostra uno spostamento
paradigmatico nella mobilità, che è già iniziato nella quotidianità e che sta
diventando sempre più parte della coscienza pubblica. Movimento o mobilità –
come hanno dimostrato gli architetti – sono tratti fondamentali delle
megalopoli odierne ed elementi necessari nella logica della città. Si possono
immaginare come una comunità urbana dinamica che si è completamente allontanata
dalla concezione tradizionale di città.
Un
colorato mosaico urbano da Boston a Washington
La cultura dell’automobile e la libertà che ne derivano sono state un
fattore determinante nel Sogno Americano – per la regione di Boston/Washington
e per l’intera America. Ma addirittura più di questo: l’auto ha dato forma al
Sogno Americano. Gli architetti Höweler & Yoon hanno mostrato intensi
filmati di viaggio che rappresentano l’esperienza del guidare negli agglomerati
urbani: il traffico è troppo denso. La loro visione è attribuire al Nuovo Sogno
Americano contenuti moderni e offrire in questo modo una connotazione urbana
con le infrastrutture 2.0. Nelle regioni metropolitane come Boston/Washington o
New York lo scopo è trasferire le strutture esistenti nell’era digitale. “Qui
lo sviluppo delle “smart street” gioca un ruolo decisivo: la strada stessa
diventa uno strumento di controllo, che permette di scambiare informazioni fra coloro
che si trovano nel traffico e di organizzare così un flusso efficiente del
traffico” ha sottolineato Peter Schwarzenbauer, Membro del Board AUDI AG per
Vendita e Marketing.
L’alto
potenziale energetico di Istanbul
La situazione di Istanbul è unica. La sua posizione geografica limita le
possibilità di percorsi per i trasporti pubblici: le due metà della città sono
divise dal Bosforo e la zona collinare attorno non è adatta per le rotaie. Gli
abitanti pertanto sono costretti a provvedere in prima persona. Società di
trasporto privato, ad esempio operatori di minibus, forniscono i loro servizi
spontaneamente, senza fermate ufficiali né orari prefissati. Il team di
architetti Superpool ha descritto queste attività e ipotizza una soluzione che
unisca iniziativa privata e interconnessioni digitali. Dopo tutto, Istanbul è
la città con il maggior numero di utenti Facebook in Europa; i social network
svolgono un ruolo importante qui. “A Istanbul l’auto resta il mezzo principale
di spostamento. Noi vorremmo sapere come possono essere ottimizzate le
infrastrutture – ad esempio grazie a connessioni con la rete virtuale. Istanbul
può diventare un laboratorio per la rivoluzione digitale e per la completa
connessione della vettura” ha affermato il Presidente di AUDI AG Rupert
Stadler.
Mumbai,
piacevolmente caotica
A Mumbai tutto è in movimento, in particolar modo lo spazio. Questo non
significa però che gli spazi delle infrastrutture cambino. Piuttosto si tratta
di spazi funzionali che si intersecano e formano nuove reti. Questo può
sembrare astratto, ma è tangibile nei casi in cui piccoli commercianti danno
vita a negozi lungo le scale dei condomini o in cui famiglie vivono e
commerciano per strada. Il team di architetti dello studio CRIT ha fornito
spiegazioni valide. Mumbai più di ogni altra città rappresenta l’elevata
densità e una situazione in cui lo spazio diventa una risorsa sempre più
scarsa. Organizzare la mobilità in modo efficiente in un tale contesto
significa prima di tutto riuscire a vincere la lotta per lo spazio. E risulta
evidente che non c’è una soluzione su ampia scala che può risolvere la
situazione qui, ma soluzioni che nascono da circostanze locali e sono
caratterizzate dalla comprensione della cultura della regione di Mumbai.
La grande
opportunità del Pearl River Delta
Quattro città formano la regione metropolitana del Pearl River Delta in
Cina. Ci sono considerevoli differenze fra queste città, la loro storia e la
loro identità. L’ex colonia inglese Hong Kong e la storica città di Guangzhou
(Canton) sono in netto contrasto con le recenti Shenzhen e Dongguan. Il porto
di Hong Kong esporta beni che sono prodotti in maggior parte da città
confinanti dell’entroterra. Gli architetti di NODE hanno dimostrato che le
infrastrutture devono essere inserite nel contesto sociale. “Nel Pearl River
Delta stiamo sperimentando un pesante sconvolgimento. Presto 80 milioni di
persone vivranno lì, di cui l’80% saranno immigrati. Vogliamo capire come
possiamo aiutarli e giocare un giusto ruolo nel dare forma alla transizione
verso una mobilità sostenibile, fornendo infrastrutture e dandovi loro accesso”
ha detto Rupert Stadler.
Il modo
di vivere dinamico di San Paolo
Secondo il team di architetti Urban Think Tank tutto in questa metropoli
brasiliana ruota attorno al movimento, sebbene la città sia associata
all’immagine di lunghissime soste nel traffico. Per i due vincitori del Global
Holcim Award Silver 2012, il movimento è un’improvvisata e spontanea forma di
vita. Gli architetti hanno presentato le loro idee iniziali per un modello di
un diverso e flessibile sistema di mobilità. “L’esempio di San Paolo ci insegna
qualcosa su sviluppi urbani non panificati – che di solito possono emergere dal
caos, ma spesso producono soluzioni sorprendentemente intelligenti” ha aggiunto
Peter Schwarzenbauer.
Tokyo –
città come paesaggio
Per quanto riguarda Tokyo, Junya Ishigami, con il suo punto di vista
orientale, ha generato una percezione davvero insolita della città del futuro.
Tokyo è stata descritta non come una città ma come un paesaggio – come
un’interazione fra naturale e artificiale, di biologico e artefatto. I confini
sono indistinti e la mobilità è stata rivista completamente. I vecchi modi
occidentali di pensare le infrastrutture e la pianificazione urbana sono messi
in discussione. Il vincitore del Leon D’Oro alla Biennale di Architettura di
Venezia nel 2011, quindi sta lavorando su una interpretazione di questa visione.
In vista del 18 ottobre a Istanbul, con l’esposizione finale al pubblico
delle loro visioni urbane, gli architetti sono in competizione fra di loro e
una giuria composta da esperti internazionali deciderà chi è il vincitore
dell’edizione 2012 dell’Audi Urban Future Award che si aggiudicherà il premio
di 100.000 Euro. Nei prossimi mesi, inoltre, i nuovi aspetti delle sei aree
metropolitane analizzate verranno valutati ed esaminati anche da un gruppo di
esperti di Audi, appartenenti a diversi dipartimenti dell’Azienda, in modo da
estrapolare i risultati che possano essere integrati all’interno della Casa dei
quattro anelli.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.audi-urban-future-initiative.com
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