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mercoledì 6 maggio 2026

Il noleggio auto viaggia forte, ma l’elettrico obbligatorio rischia di frenare tutto

Il noleggio veicoli continua la sua espansione in Italia, diventando sempre più centrale nella mobilità di privati, aziende e turismo. Con una flotta che ha raggiunto 1,5 milioni di veicoli e il 34% delle immatricolazioni nazionali, il comparto si conferma un pilastro dell’automotive. Ma sul futuro pesano incognite importanti: fiscalità e obblighi europei sull’elettrificazione.

È quanto emerge dal 25° Rapporto ANIASA, che fotografa un settore in crescita ma esposto a rischi normativi. Nel 2025 il noleggio ha generato 17 miliardi di euro di fatturato e oltre 526mila immatricolazioni (+11%).

Breve termine: aeroporti motore del business

Il noleggio a breve termine cresce a ritmi disomogenei: fatturato a 1,6 miliardi (+6,4%) e quasi 5 milioni di contratti. A trainare è soprattutto il canale aeroportuale, che vale il 60% del mercato e cresce dell’11%. Stabili i giorni di noleggio, ma cala la durata media e si riduce leggermente la flotta.

Lungo termine: numeri record e più privati

Il lungo termine segna nuovi massimi: oltre 13 miliardi di euro di ricavi, 1,3 milioni di veicoli e 411mila immatricolazioni (+10%). Aumentano anche i clienti privati, segnale di un cambio culturale: dall’auto di proprietà all’auto “in uso”. Intanto il diesel arretra (28%), mentre elettrico e plug-in salgono al 20%.

Car sharing in crisi: crollo dopo il boom

Segnali negativi arrivano invece dal car sharing, in forte difficoltà. I noleggi sono crollati da oltre 13 milioni nel 2019 a meno di 4 milioni, con una flotta ridotta di oltre il 70%. Pesano costi elevati, mancanza di regole uniformi e una fiscalità sfavorevole.

2026: crescono i noleggi, avanzano i brand cinesi

Nel primo trimestre 2026 continua la crescita del lungo termine, anche se rallentano le immatricolazioni. Il breve termine resta altalenante, con ricavi in aumento ma flotta in calo. Da segnalare l’ascesa dei marchi cinesi, che rappresentano il 12,4% delle immatricolazioni, arrivando al 20% nel breve termine.

Allarme ANIASA: “Rischio effetto boomerang”

Il nodo principale resta normativo. Da un lato una fiscalità penalizzante per le aziende, dall’altro le possibili quote obbligatorie UE di veicoli elettrici (45% entro il 2030, 80% entro il 2035).

Secondo ANIASA, regole troppo rigide potrebbero avere effetti opposti a quelli desiderati: meno rinnovo delle flotte, veicoli più vecchi in circolazione e rallentamento della transizione ecologica. Il rischio, avverte il settore, è chiaro: frenare proprio uno dei comparti che oggi contribuisce di più a modernizzare il parco auto italiano.

 

 

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