giovedì 30 settembre 2010

Gamma Exeo: più spazio e maggior comfort

 
·      Al prossimo Salone dell’Automobile di Parigi
·      Lo spazio nel vano posteriore accresciuto significativamente
·      Il propulsore 2.0 TDI CR 143 CV disponibile ora con cambio Multitronic
·      Gruppo ottici posteriori con tecnologia LED e presa da 230 V nella consolle centrale

 
Al centro della scena sullo stand parigino della SEAT ci saranno la nuova Alhambra e le ultime evoluzioni della gamma Exeo.

L’elegante berlina, assieme alla versione station wagon Exeo ST, diventa ora più spaziosa: grazie al nuovo design dei sedili è aumentata notevolmente l’abitabilità disponibile per i passeggeri posteriori. Altre novità si concretizzano nell’ingresso in gamma del cambio Multitronic abbinato al propulsore 2.0 TDI CR 143 CV, che offre ottime prestazioni a fronte di una comprovata efficienza. Inoltre, i gruppi ottici posteriori sono valorizzati dai nuovi LED abbinati a proiettori bi-xeno, mentre per quanto riguarda gli interni viene introdotta la presa da 230 V, ubicata nella consolle centrale.

Con i suoi 4,66 metri di lunghezza, la Exeo è l’ideale rappresentante della sportività nella classe media. Offre spazio sufficiente per cinque passeggeri e un bagagliaio dalla capacità generosa. Per una migliore comodità e grazie al nuovo design dei sedili, l’offerta di spazio nella parte posteriore è aumentata di 44 mm, sia nella versione berlina che station wagon.


Cambio Multitronic per il propulsore TDI

Per il guidatore particolarmente attento al comfort e alle prestazioni sportive, il Multitronic a variazione continua costituisce un'interessante alternativa al cambio manuale. Questo cambio automatico particolarmente efficiente sarà disponibile dai primi mesi del 2011 per il motore 2.0 TDI common rail 143 CV (105 kW). Con un consumo di soli 5,8* litri ogni 100 km nel ciclo combinato, questa versione è capace di coniugare una dinamica eccellente a un'elevata efficienza, come nella migliore tradizione SEAT.

Il cambio Multitronic, a comando elettronico, si avvale di rapporti di trasmissione a variazione continua, permettendo così al motore di lavorare quasi sempre nel range corrispondente al suo grado di rendimento ottimale. È inoltre disponibile un programma sportivo che consente una guida più briosa, mantenendo il motore più vicino al suo regime di potenza massima; esiste anche una modalità manuale che si gestisce grazie ai comandi al volante. Oltre al comfort e alla risposta, il Multitronic sorprende per la sua efficienza. L'elevato grado di efficacia e l'ampio rapporto di trasmissione di questo cambio ad alta tecnologia consentono di ridurre i consumi e le emissioni.

Oltre alla dinamica sportiva, la SEAT Exeo si distingue soprattutto per l'alta qualità e la precisione. La qualità delle rifiniture pone la Exeo in una posizione al vertice all'interno della sua categoria. Basti pensare all'eleganza dei materiali e delle superfici, nonché all'uso dei sistemi di comfort e informazione più all'avanguardia, che rendono questa vettura assolutamente unica nel suo segmento di prezzo.

SLS AMG GT3 debutta sul leggendario circuito “Nordschleife” di Nürburgring

 
I piloti Bernd Schneider e Thomas Jäger hanno preso parte ad una gara di 4 ore a Nürburgring nell'ambito del campionato VLN.

 
La prima volta su circuito per SLS AMG GT3 al campionato VLN (l'associazione degli organizzatori della Nürburgring Endurance Cup, formata da 10 club automobilistici) rappresenta un appuntamento importante nell’ambito del programma di sviluppo e collaudo iniziato nel giugno 2010. La corsa di quattro ore sul leggendario circuito "Nordschleife" ("North Loop") di Nürburgring ha lo scopo di collaudare la nuova "Ali di gabbiano" in condizioni di gara realistiche. La prova si concentra non soltanto sui tempi su giro veloci, ma anche sulla resistenza di tutti i componenti alle sollecitazioni, sulla facilità di manutenzione, sulle procedure di sosta ai box e sui cambi pilota. Durante la gara di resistenza sul Nordschleife di Nürburgring, lungo 20,8 chilometri, considerato il circuito più impegnativo al mondo, si procederà per la prima volta a valutare l'assetto delle sospensioni prescelto in condizioni di gara.
Sviluppata secondo il regolamento GT3 della FIA (Fédération Internationale de l’Automobile), SLS AMG GT3 si è presentata sulla linea di partenza della corsa VLN nella categoria di prototipi E1-XP.

 
Norbert Haug, responsabile della divisione Motorsport di Mercedes-Benz, ha dichiarato: “Con Mercedes SLS AMG GT3 inizia una nuova era per il settore del Motorsport riservato ai Clienti Mercedes-Benz. Questa sportiva purosangue è stata concepita per i team privati impegnati nelle gare e per i piloti privati. Insieme al nostro collaudato partner per le vetture sportive e da turismo HWA, AMG costituirà un reparto Motorsport per i Clienti, garantendo gli stessi livelli di assistenza tipicamente elevati del marchio Mercedes-Benz.


I piloti protagonisti del debutto su circuito di SLS AMG GT3 sono Bernd Schneider, pilota di scuderia Mercedes-Benz di lunga data nonché ambasciatore del marchio AMG, e Thomas Jäger. Bernd Schneider, 46 anni, che ha al suo attivo cinque titoli vinti nel DTM e uno ciascuno conquistati nei campionati ITC e FIA GT, è considerato uno dei piloti tedeschi di maggior successo. Thomas Jäger, 33 anni, è il campione in carica della Porsche Carrera Cup in Germania ed ha gareggiato nel DTM per Mercedes-Benz da 2000 al 2003. Nell'attuale stagione si presenta agli ADAC GT-Masters (Germania), e come Schneider fa parte del team di istruttori dell'AMG Driving Academy.
 

 
Cooperazione tra AMG e HWA AG  
La versione da corsa di SLS AMG è progettata e prodotta da AMG in stretta collaborazione con la HWA AG. La squadra HWA rappresenta uno dei team di maggior successo sulla scena dell'automobilismo internazionale, come testimoniano nove titoli piloti del DTM e dell'ITC, nonché due vittorie conseguite ai campionati FIA GT; nessun altro marchio, infatti, ha vinto altrettante corse e titoli del DTM come le vetture Mercedes AMG.
I team automobilistici interessati possono utilizzare la nuova SLS AMG GT3 in tutte le serie di competizioni organizzate secondo il regolamento FIA GT3, come ad esempio il campionato europeo FIA GT3, gli ADAC GT-Masters, e il campionato VLN (l'associazione degli organizzatori della Nürburgring Endurance Cup, formata da 10 club automobilistici) come pure nelle 24 Ore di Nürburgring o di Spa-Francorchamps (Belgio).


 
Il campionato VLN sul circuito di Nürburgring: una gara appassionante
Nell'ambito del programma di sviluppo della vettura, sono previste ulteriori apparizioni di SLS AMG GT3 sui circuiti automobilistici, in occasione delle ultime due corse VLN che si terranno il 16 ed il 30 ottobre 2010. Il campionato VLN sul circuito di Nürburgring ha saputo conquistarsi una fedele schiera di fan grazie alla sua varietà di concorrenti, ai paddock facilmente accessibili ed ai prezzi d'ingresso convenienti.

 Il numeroso gruppo di partecipanti, con diversi modelli di vetture che spaziano dalle auto compatte prossime alla produzione in serie, passando per i classici recenti, fino ad arrivare alle supersportive purosangue, garantisce appassionanti corse ricche di sorprese e sorpassi. In base alla manifestazione, ai nastri di partenza si possono presentare anche più di 190 vetture da corsa.

Concept-car Peugeot HR1

 
Con HR1, Peugeot sovverte di nuovo le tradizionali classificazioni automobilistiche. HR1 è una concept-car urbana, esclusiva e innovativa, che mescola vari generi (city-car, coupé, SUV…), destinata a conquistare i giovani cittadini, attivi, appassionati del design e delle innovazioni e alla ricerca di un veicolo che assomigli a loro.

 
Iperconnettiva, trasformabile, compatta HR1 propone  nuove tendenze a vantaggio di un’esperienza di guida inedita:
Ø  L’originale cinematica delle sue porte facilita l’accessibilità ad un abitacolo ben pensato, inedito totalmente trasformabile con due posti e un grande bagagliaio o quattro posti ;

 
Ø  All’interno, un’interfaccia dotata di sistema di riconoscimento del movimento semplice e intuitiva rende l’abitacolo ultra innovativo
Ø  Agile, reattiva e responsabile, HR1 dispone della tecnologia HYbrid4, che qui associa un inedito 3 cilindri benzina 1.2 l THP anteriore ad un motore elettrico posteriore, con emissioni di CO2 contenute (80 g/km e scendono a 0 in modalità elettrica), un sufficiente potenziale di potenza (147 CV) e 4 ruote motrici.

 
Associare le idee
Peugeot ha sempre saputo esplorare nuovi territori automobilistici e proporre offerte che rispondessero alle aspirazioni di clienti alla ricerca dell’innovazione, di emozioni, ma anche di soluzioni pragmatiche ed efficaci. Incrociando tra loro i vari mondi, quest’inventiva ha dato origine a numerosi veicoli di serie e concept car che sono diventati veri successi commerciali o d’immagine (le silhouette Coupé/Cabriolet, 3008,… e più di recente la concept BB1).
HR1 è anche frutto dell’incrocio tra diverse silhouette di automobili: city car, coupé, SUV… Ne trae un’identità propria e vantaggi inediti.
HR1 si propone come il veicolo ideale per i giovani cittadini, single o in coppia, interattivi con il loro mondo, ma desiderosi di salvaguardare la loro intimità, sempre alla ricerca di nuove esperienze di vita, nel tempo libero, come nelle modalità di spostamento.

 
Un concetto urbano esclusivo
HR1 è progettata per facilitare gli spostamenti urbani. Con questo veicolo, guidare è sempre un piacere, anche negli ambienti più ristretti o negli spazi più angusti. Innanzitutto ha misure davvero compatte (lunghezza 3,69 m, sbalzi anteriori e posteriori cortissimi…) ma anche di un originale sistema di aperture. Infatti, forte dell’esperienza di Peugeot in questo campo, HR1 dispone di due porte ad apertura elettrica ad ala di gabbiano per favorire l’accessibilità al veicolo in tutte le situazioni (parcheggi stretti, box piccoli…). Infine, la distanza dal suolo rialzata permette una posizione di guida più alta, che domina la strada, a vantaggio della visibilità e della facilità di manovra.

 
Un stile esterno che rivela la concept-car
HR1 ha in sé i geni del Marchio Peugeot, i cui codici in evoluzione sono stati rivelati sulla concept-car SR1. Ritroviamo i proiettori dall’aspetto felino, dalle linee finemente cesellate, e una calandra unica e « sospesa » che sembra staccarsi dal resto della carrozzeria.
Qui lo stile è in totale osmosi con il concetto del veicolo: atletico, potente e dinamico. Si fa anche sensuale, con i suoi fianchi muscolosi che mettono in evidenza i cerchi di dimensioni generose, o ancora la doppia bombatura del lunotto, che ricorda le curve della coupé RCZ. La raffinatezza della sovrastruttura, il gioco degli accostamenti tra materiali lucidi e il cromo… ogni elemento è indicativo della qualità di realizzazione e rivela l’attenzione rivolta ai minimi dettagli. E’ il caso dei proiettori e dei gruppi ottici posteriori « full led », trattati come gioielli tecnologici, che rappresentano una vera e propria firma visiva del veicolo, di giorno e di notte.
Nella zona posteriore, le barre al tetto fungono da articolazione per l’apertura del portellone, realizzato in un unico elemento in vetro fumé.
Il design dell’HR1 riesce alla fine a suggerire agilità, controllo e seduzione, promettendo al contempo sicurezza ed efficienza ambientale ai suoi utenti.

 

Interni strutturati
Fedeli alle tendenze evidenziate nelle ultime produzioni del Marchio, gli interni sono proposti con, innanzitutto un posto di guida da « Coupé High Tech » che moltiplica le sensazioni del conducente, per il suo stile, la qualità di esecuzione, gli equipaggiamenti e l’ergonomia.
Il guidatore e il passeggero hanno ognuno il proprio spazio privilegiato, separato da una consolle che contribuisce al design futurista dell’insieme e al suo ambiente luminoso (sono inseriti dei diodi elettroluminescenti). La luce viene trasmessa anche attraverso due zone vetrate del padiglione, dedicate ai rispettivi occupanti di destra e di sinistra, che hanno la particolarità di essere elettrocromatiche, per illuminarsi a richiesta.

 

La strumentazione di bordo è progettata per suggerire una totale padronanza del veicolo da parte del conducente, con i comandi posizionati in modo ideale, un volante di dimensioni ridotte o ancora un quadro strumenti  « head up », che permette di visualizzare tutte le indicazioni senza mai distogliere lo sguardo dalla strada.
L’abitacolo della HR1 emana un’atmosfera molto « automobilistica », dinamica, tecnologica e rassicurante, che sa proteggere i suoi occupanti dallo stress del mondo esterno.

 
Un bozzolo iperconnesso
La HR1 è equipaggiata con comandi particolarmente innovativi, che pilotano quello che viene definito « interfaccia uomo-macchina ». La concept-car dispone infatti di un sistema di « riconoscimento del movimento ». Semplice e intuitivo, permette al guidatore di navigare tra le funzioni e di selezionare i parametri disponibili con un gesto della mano. Ad esempio, con un movimento di rotazione della mano, l’utente fa girare i menu che sono visualizzati in base a un sistema rotatorio. Il conducente può allora scegliere di trasferirne la gestione al passeggero anteriore, limitandosi a ruotare la mano da sinistra a destra.
Tra le tecnologie controllate da questo sistema, troviamo ovviamente l’impianto audio, la navigazione e la climatizzazione. Il conducente può anche selezionare, in base alle proprie esigenze, il tipo di informazione che desidera vedere visualizzata sul cruscotto: contagiri, temperatura dell’acqua e dell’olio… nella « guida dinamica », o le informazioni turistiche nella « guida cruising ».
Il passeggero anteriore dispone, invece, di una tavoletta PC portatile con la quale può scegliere, ad esempio, di condividere e scambiarsi dei dati con lo schermo del guidatore.

 
Un abitacolo trasformabile
L’ingegnosità della HR1 sta anche nella sua capacità di trasformazione.
HR1 è concepita, fondamentalmente, per giovani cittadini alla ricerca di un veicolo divertente, modaiolo e sufficientemente spazioso per trasportare attrezzature per il tempo libero (biciclette, muta da sub...), caricare i pacchi... Il bagagliaio, pratico e capiente, con il pavimento piatto e la forma a parallelepipedo, offre un volume di carico di 734 litri.
L’abitacolo della concept-car può anche configurarsi velocemente in tre o quattro posti veri, in base alle necessità del momento, grazie all’intelligente sistema di « sedili impilabili ». Le scocche dei sedili posteriori sono infatti collegate ai sedili anteriori, il che permette, in un batter d’occhio, di modulare l’interno del veicolo. La forma specifica del lunotto, a doppia bombatura come sulla RCZ, consente di ottimizzare l’abitabilità posteriore.
In presenza dei due posti posteriori, la capacità del bagagliaio è ovviamente ridotta, ma rimane comunque di 180 litri
 
Un gruppo motopropulsore ibrido inedito
Una delle priorità di Peugeot è portare avanti la sua leadership nel settore ambientale negli anni a venire. Da questo punto di vista, la HR1, che fa della città il suo territorio preferito, aveva il dovere di essere particolarmente efficiente e innovativa.
Questa concept-car integra la tecnologia HYbrid4 e i vantaggi ad essa connessi. Con un motore termico anteriore e un motore elettrico posteriore, può circolare, nella maggior parte dei casi, in modalità « emissioni zero », in città a bassa velocità, o con entrambi i motori contemporaneamente, per la motricità a 4 ruote quando le condizioni di aderenza lo richiedono.
Sotto il cofano, il motore termico che muove le ruote anteriori è un inedito 3 cilindri benzina. E’ la motorizzazione 1.2 THP da 81 kW (110 CV), una delle versioni della futura famiglia di motori 3 ora in fase di sviluppo. Proseguendo la sua strategia di downsizing (miniaturizzazione), il Gruppo PSA utilizza le tecnologie più avanzate per realizzare motori di piccola cilindrata che associano un elevato livello di prestazioni e di efficienza ambientale. 
Abbinato a un motore elettrico da 27 kW (37 CV), l’insieme offre dunque un potenziale di 108 kW (147 CV) a fronte di consumi misti di soli 3,5 l/100 km e di emissioni di CO2 di soli 80 g/km.
Il cambio robotizzato a 6 rapporti (con comandi sulla leva del cambio o al volante), associato a questa catena cinematica, è progettato per offrire al guidatore la massima precisione e reattività, con la scelta tra il modo sequenziale o automatico, in base al desiderio del momento.

 
Una base veicolo efficace
La concept-car HR1 ha un avantreno di tipo pseudo-Mc Pherson e un retrotreno a traversa deformabile.
Il servosterzo elettrico della HR1 offre un’eccellente maneggevolezza alle basse velocità, un’agilità straordinaria durante le manovre, e la massima precisione con un’andatura più rapida, per una buona reattività.
Ruote-sospensioni prestazionali, sterzo efficace, catena cinematica inedita: quest’insieme garantisce al conducente dell’HR1 un’esperienza di guida unica, che associa l’emozione a un reale piacere di guida, con l’esigenza di un elevato livello di efficienza ambientale.


STILE E TECNOLOGIA ANIMANO LO SHOW DI KIA MOTORS

 
·       Occhi puntati sul prototipo elettrico POP
·       Anteprima europea per la nuova berlina “Kia Optima”
·       Sportage e i nuovi motori: la ricetta di un SUV di successo
·       L'impegno Kia per la mobilità sostenibile dà spettacolo nella "Green Zone"
In occasione del Salone di Parigi 2010, Kia Motors ha organizzato una spettacolare esposizione di vetture che esprimono lo spirito innovativo e la personalità giovane e dinamica del marchio; sullo stand saranno protagonisti l'entusiasmante "concept" di un veicolo elettrico, i nuovi modelli e le tecnologie più evolute e significative, che dimostrano l'impegno Kia nei confronti della salvaguardia dell'ambiente.


Al centro della ribalta il prototipo POP esibisce un design sorprendente, frutto della collaborazione fra il Centro Stile Europeo, diretto da Gregory Guillaume e quello centrale sotto la guida del Chief Design Officer Peter Schreyer. Questo veicolo a tre posti, lungo solo tre metri, è equipaggiato con un sistema di propulsione totalmente elettrica per potersi muovere agilmente, con zero emissioni, nel traffico cittadino.

“Uno studio come POP può nascere solo da noi" - afferma Gregory Guillaume - "raramente i designer possono lavorare in piena libertà, partendo dal foglio bianco. Avere avuto questa opportunità è un privilegio ed è la sola condizione per realizzare un veicolo tanto innovativo".
 

 
Il prototipo POP è contemporaneamente un "dimostratore" delle competenze tecniche di Kia Motors nel settore della propulsione esclusivamente elettrica e una entusiasmante finestra aperta sul futuro del design di marca.

La rivoluzione POP affianca un altro modello Kia, più convenzionale nella struttura, ma altrettanto affascinante nel design. Si tratta della nuova berlina di classe medio-alta che fa il suo esordio fuori dal mercato Coreano, dov'è stata presentata con la denominazione "K5". Questo modello esordirà in alcuni mercati occidentali il prossimo anno con la denominazione di Kia Optima e sarà equipaggiato con moderni ed efficienti motori a benzina e diesel.

 
Kia Optima è una slanciata berlina a quattro porte caratterizzata da un design che lo stesso Peter Schreyer definisce "audace, atletico e sportivamente energetico". Le dimensioni generose ed il passo lungo sono alla base di un abitacolo eccezionalmente spazioso, disegnato attorno al pilota ed ai passeggeri per il massimo comfort. La gamma europea si articolerà su propulsori che seguono il principio del "downsizing" favorendo efficienza senza compromessi e prestazioni: il nuovo turbodiesel VGT 1,7 litri della serie U2 con 136 Cv e l'avanzatissimo due litri a benzina Nu con distribuzione a variazione continua della fasatura (CVVL), che eroga ben 170 Cv.

La nuova Kia Optima viene prodotta - per tutti i mercati di esportazione - nello stabilimento coreano di Hwasung, mentre dal 2011, per soddisfare le esigenze del mercato locale, prenderà l'avvio anche la produzione in Cina.


Sullo stand di Parigi sarà naturalmente protagonista anche il nuovo Sportage, il SUV-crossover che, nella sua nuova immagine, esalta il successo di una formula che Kia ha proposto per prima e che si rinnova di generazione in generazione. In occasione del “Mondial de L'automobile” viene ufficializzato il completamento della gamma con l'arrivo di due ulteriori motorizzazioni che equipaggiano in esclusiva le versioni a trazione anteriore con cambio manuale a sei marce.

Accanto alle motorizzazioni due litri fanno infatti il loro ingresso sul mercato il turbodiesel quattro cilindri 1,7 litri della serie U2 e il 1,6 litri a benzina della nuova serie Gamma, entrambi rispondenti alle normative Euro5. Il nuovo 1,7 litri a gasolio è equipaggiato con un turbocompressore a geometria variabile (VGT) ed eroga la potenza massima di 115 Cv, con una coppia massima di 255, Nm disponibili già a 1.800 giri/min.

Il 1.600 Gamma a benzina, vanta a sua volta una potenza massima di 135 Cv, con una coppia massima di 165 Nm, erogata al regime di 4.850 giri/min.

Le emissioni di CO2 di queste versioni si attestano rispettivamente a 139 e 158 grammi/km, valori che nelle versioni equipaggiate col sistema Start&Stop ISG si riducono ulteriormente a 135 e 149 grammi/km.

Tre modelli dedicati alla mobilità a basso impatto ambientale animano la "Green Zone", nella quale Kia esibisce il proprio potenziale tecnico e la propria volontà a sviluppare veicoli sempre più efficienti e "puliti".

Ad accomunare questi modelli è la denominazione “EcoDynamics”, che indica la presenza di una serie di accorgimenti sviluppati dai tecnici di Kia Motors per ridurre consumi ed emissioni salvaguardando prestazioni e piacere di guida.

Con le versioni Eco cee'd, Eco Venga e Sportage Mild Hybrid, il marchio Kia dà la misura della propria strategia per andare incontro alle crescenti esigenze in termini di riduzione dell'impatto ambientale in tutte le classi di veicoli. Eco cee'd rappresenta una proposta concreta, grazie alla quale la popolare berlina a cinque porte riesce a raggiungere lo straordinario risultato di emettere solo 94 grammi/km di CO2, un risultato ottenuto adottando una versione modificata del motore diesel U2 di 1,4 litri di cilindrata, capace di erogare 90 Cv a 4.000 giri/min e 240 Nm di coppia a 1.900 giri/min. Altri accorgimenti riguardano il miglioramento dell'aerodinamica, grazie ad una completa carenatura inferiore, al sistema ISG Start&Stop, alla pompa dell'acqua a portata variabile ed all'alternatore gestito elettronicamente, con la possibilità di escluderlo – quando non è necessario - per eliminare ogni inutile assorbimento di potenza.

La Eco Venga è invece una vera e propria anticipazione della versione pronta per andare in produzione nel prossimo futuro. In questo caso viene utilizzato il propulsore 1,4 litri U2 da 75 Cv, lubrificato con un olio a bassa viscosità, mentre la vettura adotta cuscinetti speciali con attrito ridotto e pneumatici ad alta pressione e basso attrito nel rotolamento. In questa configurazione, le emissioni di CO2 si riducono a 114 grammi/km.

Un ulteriore passo in avanti è costituito dal prototipo Sportage Mild Hybrid, che costituisce una proposta molto concreta di sviluppo della nuova generazione di SUV-Crossover. Questo speciale modello adotta il motore turbodiesel 1,7 litri della famiglia U2 con 115 Cv e 260 Nm di coppia, nonché altri accorgimenti tipici della serie EcoDynamics. Ma l'innovazione più importante riguarda l'abbinamento al motore termico di un piccolo motore elettrico da 5 kW, alimentato da un sistema di immagazzinamento di energia elettrica a condensatori (supercapacitors). Grazie al contributo del motore elettrico che sfrutta il recupero dell'energia in frenata, Sportage Mild Hybrid vanta un livello di emissioni di CO2 ridotto a soli 117 grammi/km.

mercoledì 29 settembre 2010

Bridgestone al Motor Show di Parigi


Bridgestone sarà presente al Motor Show 2010 di Parigi, in programma dal 30 settembre al 17 ottobre 2010 presso l’Expo di Parigi (Porte de Versailles - Place de la Porte de Versailles - 75015 Parigi).
L'appuntamento per tutti i media è presso lo Stand Bridgestone: Sala 1 – Stand 550 (D) 
 In qualità di fornitore di primo equipaggiamento per le principali Case automobilistiche francesi, i visitatori potranno osservare gli ultimi pneumatici della Casa giapponese montati sulla nuova Citroën DS3 e sulla Peugeot 207 SW Outdoor. La presenza di Bridgestone al Paris Motor Show coincide con i 7 anni di fornitura di primo equipaggiamento a Renault, Peugeot e Citroën.
 Sarà presente anche il pneumatico eco-friendly Ecopia EP150 a bassa resistenza al rotolamento, che coniuga un’elevata sicurezza sul bagnato con una riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2 . In aggiunta, i visitatori potranno visionare la gamma completa di pneumatici estivi ed invernali per vetture compatte e 4x4, compresi i pneumatici Run Flat di Terza Generazione.

JUHO HÄNNINEN È CAMPIONE DELL’I.R.C. 2010

 
Secondo a Sanremo, il finlandese si aggiudica il titolo al volante della Fabia S2000

 
Grazie al secondo posto conquistato al 52° Rally di Sanremo, l’equipaggio della Škoda Motorsport composto da Juho Hänninen e Mikko Markkula si è laureato Campione nella classifica Piloti dell’Intercontinental Rally Challenge 2010.

 
Michal Hrabánek, Responsabile della Škoda Motorsport, commenta: “Dopo il titolo Costruttori, celebrato già in occasione del Barum Rally, abbiamo raggiunto un ulteriore traguardo, assicurandoci anche il titolo Piloti. Mi congratulo con Juho e Mikko, e con tutti i membri del Team, per questo successo”.

 
Il campione dell’I.R.C. 2010, Juho Hänninen: “Sono davvero felice. Abbiamo deciso di essere prudenti nella scelta degli pneumatici, venerdì, in vista della prova speciale più lunga e insidiosa (44 km), e in quel momento non mi sarei mai aspettato di finire la gara in questo modo. Il percorso era molto difficile, alcuni degli avversari hanno avuto problemi, ma abbiamo sfoderato una prestazione maiuscola e sabato siamo stati molto più veloci. È un risultato fantastico, voglio ringraziare tutti i ragazzi del Team, la Fabia S2000 è stata preparata in maniera eccellente”.



Peugeot: nuove motorizzazioni Euro 5 (ultima fase di lancio)

 

Peugeot completa il passaggio ad Euro5 dei motori della gamma (rinnovamento iniziato nell’autunno scorso), abbassando ulteriormente il livello di emissioni di CO2 dei suoi veicoli e aggiornando alla nuova normativa antinquinamento la motorizzazione 1.6 HDi FAP® su 308, 3008 e 5008.

Il rispetto della direttiva comunitaria Euro 5 ha rappresentato anche l’opportunità per migliorare e ottimizzare le prestazioni dei propulsori.

Riduzione dei consumi ed aumento delle prestazioni

Per soddisfare le nuove norme Euro 5, il gruppo PSA Peugeot Citroën ha investito circa 1,5 miliardi di euro in 4 anni. L’importante investimento permette oggi a Peugeot di offrire una gamma di motori, benzina e diesel, completamente rivista, con una riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2 e con un miglioramento delle prestazioni, in termini di brio, piacere di guida e silenziosità.

Peugeot ha rafforzato, quindi, la propria leadership nei veicoli a basse emissioni di CO2 (il 50% delle Peugeot vendute nel mondo ha emissioni di CO2 inferiori ai 140 g/km) con un’offerta  molto ben posizionata, in termini di emissioni, per ciascun segmento di mercato:

Peugeot 107: a partire da 103 g/km CO2
Peugeot 206 Plus: a partire da 104 g/km CO2
Peugeot 207: a partire da 99 g/km CO2
Peugeot 308: a partire da 114 g/km CO2
Peugeot 3008: a partire da 129 g/km CO2
Peugeot 5008: a partire da 136 g/km CO2
Peugeot Bipper Tepee: a partire da 112 g/km CO2*
Peugeot Partner Tepee: a partire da 139 g/km CO2
Peugeot 807: a partire da 155 g/km CO2
Peugeot RCZ: a partire da 139 g/km CO2

*: in corso di omologazione


Alta tecnologia al servizio dell'efficienza ambientale

Per raggiungere questi risultati ambiziosi, gli ingegneri hanno lavorato su differenti leve tecnologiche.
Per i motori di ultima generazione, gli obiettivi prefissati  sono stati raggiunti grazie al miglioramento della gestione elettronica ed all’evoluzione di alcuni organi meccanici. 

Su altre motorizzazioni, al contrario, è stato necessario rivedere profondamente l’architettura per integrare tecnologie all'avanguardia. E’ il caso, sia dei nuovi 1.6 HDi FAP®, nelle due versioni da 68 kW (93 CV) e 82 kW (112 CV),  e del nuovo1.4 HDi FAP® da 50 kW (70 CV) che hanno più del 50% di nuovi componenti, sia delle soluzioni tecniche dei 2.0 HDi FAP® e 3.0 V6 HDi FAP®. Questi propulsori, infatti, hanno una camera di combustione di ultima generazione 'ECCS', nuovi trattamenti EGR, un turbocompressore  a bassa inerzia e una maggiore pressione di iniezione.

Invece, i motori benzina che, per quanto riguarda ad esempio gli NOx, avevano emissioni già conformi alla normativa Euro 5, sono stati oggetto di interventi concentrati principalmente sull’ottimizzazione del consumo, senza perdere di vista il piacere di guida.

Le nuove motorizzazioni Euro 5 sono parte importante di una politica ambientale impegnativa e ambiziosa. Sfida ambientale che Peugeot affronterà lanciando, a fine 2010, iOn, veicolo 100% elettrico a zero emissioni e, nella prima metà del 2011,  3008 HYbrid4, primo ibrido diesel al mondo, capace di offrire una potenza di 200 CV a fronte di soli 99 g/km di emissioni di CO2.
 

martedì 28 settembre 2010

La Audi R8 GT

 
La Audi R8 GT: design e aerodinamica
Ancora più dinamica, leggera, potente e veloce: la Audi presenta la R8 GT, un’edizione limitata della sportiva ad alte prestazioni R8. La potenza del suo V10 da 5,2 litri è stata aumentata a 560 CV (412 kW) e il peso della vettura è stato ridotto di 100 kg. La R8 GT scatta da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e raggiunge la velocità massima di 320 km/h. Per quanto riguarda i consumi, l’efficiente motore a iniezione diretta si accontenta in media di 13,9 litri di carburante ogni 100 km.

Rispetto alla R8 5.2 FSI quattro, il peso della Audi R8 GT è stato drasticamente ridotto. Questa sportiva ad alte prestazioni pesa 1.525 kg (senza conducente, inclusa la trazione integrale permanente quattro) e il suo rapporto peso-potenza è di appena 2,72 kg per CV. A ciò contribuiscono in misura decisiva, oltre alla carrozzeria in alluminio ASF (Audi Space Frame), anche numerosi nuovi componenti in materiale composito di fibra di carbonio.

La R8 GT è un’auto con un’accelerazione trasversale mozzafiato e una reattività pressoché immediata. Le ruote da 19 la incollano all’asfalto, i potenti freni in ceramica rinforzata con fibra di carbonio controllano superbamente la potenza. Con la R8 GT il concetto di “sportiva ad alte prestazioni” assume un nuovo significato.

 Dotata di un temperamento forte, si presenta con un design che è un’opera d’arte e un capolavoro della tecnica. Come tipico della Audi, il design si concentra sull’essenziale, evitando qualsiasi ridondanza. Le dimensioni sono quelle ideali di una supersportiva: 4,43 m di lunghezza, 2,65 m di passo, 1,93 m di larghezza ma solo 1,24 m di altezza.

I designer Audi hanno apportato numerose modifiche agli esterni, molte delle quali servono a ridurre il peso e a migliorare ulteriormente l’aerodinamica della vettura. Ad alta velocità la R8 GT, senza alcun aumento del coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,36 Cx e della superficie frontale di 1,99 m2, genera ancora più deportanza del modello da cui deriva.

Il telaio della calandra single-frame, le centine e i listelli delle prese d’aria sono in grigio titanio opaco, la griglia della calandra è verniciata in nero opaco. Lo splitter anteriore sotto il paraurti possiede un doppio labbro ed è realizzato in materiale composito di fibra di carbonio (CFK). Slanciate alette poste negli angoli frontali, elegantemente incurvate e anch’esse realizzate in fibra di carbonio, incrementano la pressione di contatto sull’asse anteriore.
Una caratteristica peculiare della Audi R8 GT è data dai proiettori in tecnologia LED di serie che svolgono tutte le funzioni con diodi elettroluminescenti dalla luce chiara e omogenea, di lunga durata e a basso consumo energetico. Queste luci conferiscono al nuovo modello di punta della gamma R8 un aspetto inconfondibile, sia di giorno sia di notte. I riflettori ricordano il guscio di una conchiglia aperta; le luci diurne, costituite rispettivamente da 24 LED, formano una fascia continua.

Sulla fiancata della R8 GT predominano i sideblade, che convogliano l’aria verso il motore e sono anch’essi realizzati in materiale composito di fibra di carbonio opaco. Il corpo di dimensioni ridotte dei retrovisori esterni con indicatori di direzione a LED è dello stesso materiale, mentre la loro base con i listelli traforati è in alluminio. Per i cerchi da 19 la Audi ha sviluppato un esclusivo design a cinque razze doppie a Y in look titanio. I parafanghi anteriori recano il logo R8 GT, i sottoporta sono più larghi rispetto a quelli della versione normale.
Le modifiche sul lato posteriore sono particolarmente evidenti. Lo spoiler, montato in modo fisso alla carrozzeria con due supporti, è in materiale composito opaco in fibra di carbonio e, rispetto alla soluzione di serie, consente di risparmiare 1,2 kg di peso. Le griglie di aerazione su entrambi i lati del lungo portellone posteriore si presentano con una nuova linea, così come il paraurti in fibra di carbonio che racchiude grandi terminali di scarico circolari e feritoie di ventilazione per i passaruota.

Il diffusore, di maggiori dimensioni, è anch’esso in materiale composito di fibra di carbonio; il pannello della targa e le larghe lamelle posteriori sono in grigio titanio opaco. Le luci posteriori, concepite come i fari anteriori a tecnologia LED, sono racchiuse in un alloggiamento scuro con copertura in vetro trasparente. La R8 GT è disponibile in quattro colori carrozzeria: arancio Samoa metallizzato, argento ghiaccio metallizzato e nero profondo perla; come optional è disponibile il grigio Suzuka opaco.



La carrozzeria
Il modello da cui è stata sviluppata la Audi R8 GT è concepito in base ai principi Audi della costruzione leggera: la R8 5.2 FSI quattro, con trazione quattro di serie, pesa 1.625 kg (senza conducente). La sua carrozzeria è realizzata in alluminio e presenta la classica struttura ASF (Audi Space Frame). Nodi pressofusi e profilati estrusi costituiscono un’ossatura altamente resistente che integra lamiere d’alluminio mediante accoppiamento dinamico e geometrico. Come materiale per il telaio del motore viene utilizzato un magnesio ultraleggero.

La carrozzeria Space Frame, che viene realizzata nello stabilimento di Neckarsulm (Germania) in un complesso processo di lavorazione eseguito in gran parte a mano, pesa soltanto 210 kg. Questa struttura è estremamente rigida e resistente agli urti. Essa fa sì, inoltre, che l’handling della vettura sia di estrema precisione e il comfort a bordo, dal punto di vista delle vibrazioni, eccellente.

L’obbiettivo degli ingegneri Audi di ridurre il peso della vettura di ulteriori 100 kg rappresentava, insomma, una sfida impegnativa, che è stata affrontata come di consueto con la massima competenza e con un approccio che ha coinvolto tutti i campi della tecnica. L’ago della bilancia alla fine si è fermato sui 1.525 kg (senza conducente).

Il parabrezza della R8 GT è realizzato in vetro in spessore ridotto. La paratia che separa abitacolo e vano motore è in policarbonato leggero e resistente, così come il vetro del lunotto grazie al quale il motore V10 può mostrare tutta la sua bellezza. Queste tre modifiche hanno generato un risparmio di 9 kg. Il peso del portellone anteriore in alluminio (che si apre su un bagagliaio di 100 litri) è stato ridotto di 2,6 kg utilizzando una lamiera più sottile e diversamente modellata.

Nella riduzione del peso di questa sportiva ad alte prestazioni ha avuto un ruolo centrale anche il portellone posteriore. Il materiale sintetico rinforzato in fibra di carbonio con cui è realizzato sotto forma di struttura autoportante ha consentito di eliminare altri 6,6 kg. Il paraurti posteriore e i sideblade, anch’essi nello stesso materiale, hanno contribuito a ridurre ulteriormente il peso rispettivamente di 5,2 e 1,5 kg. Per il peso molto contenuto e l’elevata resistenza, i materiali compositi in fibra di carbonio sono ideali per la realizzazione di alcuni settori di una sportiva dalle alte prestazioni.

 

 
L’abitacolo
Anche all’interno della R8 GT i progettisti Audi hanno lavorato intensamente per contenere il peso. Il nuovo pavimento in costruzione leggera contribuisce a una riduzione di peso di 7,9 kg; i sedili avvolgenti con telaio in materiale sintetico rinforzato in vetroresina eliminano nel complesso altri 31,5 kg.

La leva selettrice dal nuovo design, che reca il numero di serie specifico della R8 GT, è realizzata in fibra di carbonio e alluminio. Il monoposto, la grande linea ad arco che abbraccia il cruscotto generosamente dimensionato e perfettamente ergonomico, è in fibra di carbonio opaco.

Come tipico per la Audi, gli interni sono lavorati con estrema accuratezza. I materiali sono esclusivi e conquistano per la loro piacevole estetica e la loro qualità. I colori che predominano sono il grigio scuro e, come in ogni autentica sportiva, il nero. Il volante sportivo con la corona appiattita nella parte inferiore, il cielo, i montanti, il paraginocchia, la leva del freno a mano e i sedili avvolgenti sono rivestiti in Alcantara. Le cuciture a contrasto, in tre colori a scelta, conferiscono agli interni un esclusivo tocco di classe. Piccoli LED provvedono all’illuminazione interna.

Per il pannello posto tra abitacolo e vano motore, i rivestimenti delle portiere, la palpebra degli strumenti e la plancia viene utilizzato un nuovo materiale sintetico, leggermente ruvido ed esteticamente simile alla pelle di squalo. La strumentazione integra quadranti bianchi con badge R8 GT; il tunnel centrale e i rivestimenti delle portiere presentano inserti in tinta con la carrozzeria. I sottoporta sono dotati di battitacco in alluminio opaco, anch’essi decorati con logo R8 GT.

 
Il motore
Con i coperchi delle testate verniciati in rosso, il V10 trasforma la Audi R8 GT in una vera auto da corsa. Per accelerare da 0 a 100 km/h bastano 3,6 secondi, da 0 a 200 km/h appena 10,8 secondi. La velocità massima è di 320 km/h.

Il brillante dieci cilindri, con cilindrata di 5.204 cm3, è dotato di una gestione elettronica rielaborata che ne aumenta la potenza di 35 CV (26 kW). Gli attuali 560 CV (412 kW) vengono erogati a 8.000 giri, mentre a 8.700 giri interviene il limitatore elettronico. A 6.500 giri la curva di coppia raggiunge il suo massimo di 540 Nm, 10 Nm in più rispetto alla versione normale. La potenza specifica del V10 è di 107,6 CV (79,2 kW) per litro di cilindrata. Il rapporto peso-potenza della R8 GT è di 2,72 kg per CV (3,70 kg per kW).

Fra le caratteristiche peculiari del V10 rientra l’angolo delle bancate di 90 gradi, che abbassa il baricentro. La lubrificazione a carter secco consente una posizione di montaggio ribassata. La pompa dell’olio dedicata garantisce la lubrificazione del quattro valvole anche con accelerazione trasversale estrema, assicurando al contempo un funzionamento altamente efficiente.

Questo motore a corsa lunga (alesaggio x corsa: 84,5 x 92,8 mm), montato da mani esperte nello stabilimento motori della Audi di Györ (Ungheria), pesa solo 258 kg. Il basamento è in una lega di silicio e alluminio leggera e al contempo altamente resistente; l’elevata percentuale di silicio conferisce la massima longevità alle canne dei cilindri. Un robusto telaio per i ponti inferiori dei cuscinetti dell’albero motore, il cosiddetto bedplate, aumenta ulteriormente la rigidità del blocco.

Per combinare la massima rigidità al minimo peso, l’albero motore è del tipo Common Pin. Le bielle dei pistoni contrapposti sono collegate al medesimo perno di manovella, il che consente l’esecuzione delle accensioni alternativamente a 54° e a 90°.
 
Proprio questo è uno dei segreti dell’entusiasmante sound del V10. Le sonorità sono inconfondibili e, con l’aumentare del numero di giri, assumono sfaccettature sempre nuove con possenti acuti che si stagliano su uno sfondo di roboanti bassi. Due valvole all’interno dello scarico modulano il volume e il timbro in base alle condizioni di carico e al numero di giri del motore.

Il potente motore aspirato consuma in media 13,9 litri ogni 100 km. Considerando l’enorme potenza, l’efficienza è decisamente elevata. Con l’iniezione diretta FSI il carburante viene convogliato nelle camere di combustione con una pressione che raggiunge i 120 bar. Ciò consente un’elevata compressione di 12,5:1, che favorisce, di nuovo, l’efficienza. Valvole “tumble” nei canali di aspirazione ottimizzano il riempimento della camera di combustione imprimendo all’aria aspirata un movimento di turbolenza di forma circolare. Gli alberi a camme - e con loro la pompa dell’olio, la pompa dell’acqua e parti dei gruppi ausiliari - vengono azionati da catene esenti da manutenzione poste sul lato posteriore del motore. Questo principio costruttivo - una peculiarità dei motori V8 e V10 della Audi - contribuisce in misura significativa a rendere compatti i propulsori. Il condotto di aspirazione in plastica leggera è progettato in modo da ottimizzare i flussi. Gli ingegneri hanno appositamente rinunciato a un condotto di aspirazione a geometria variabile per poter configurare il motore in modo ottimale nella fascia di regime superiore.
 Anche per quanto riguarda i componenti attigui al motore, gli ingegneri Audi hanno apportato riduzioni di peso. La batteria è stata alleggerita di 9,4 kg, il modulo di aspirazione di 2,3 kg e l’isolamento acustico del vano motore di 2,8 kg. Sono stati presi anche ulteriori provvedimenti per il contenimento del peso. Le estremità dei terminali dell’impianto di scarico, ad esempio, sono state realizzate in acciaio leggero.

 
La trasmissione
La Audi R8 GT monta un cambio R tronic comandato mediante bilancieri al volante. Il cambio automatizzato offre i vantaggi di un cambio manuale (elevata efficienza, dimensioni compatte e peso ridotto), ma cambia i suoi sei rapporti molto più velocemente di qualunque conducente.

La velocità degli innesti dell’R tronic varia in funzione di numero di giri e programma selezionato; sono rispettivamente disponibili due modalità manuali e due automatiche. Con un carico e un regime elevati il cambio di marcia richiede appena un decimo di secondo.

L’unità di comando dell’R tronic riceve i comandi del conducente elettricamente. Il circuito dell’olio idraulico, comandato da una pompa elettrica, predispone la pressione necessaria di 40-50 bar. L’impianto idraulico aziona la frizione che, con un diametro di 215 mm, è estremamente compatta, come richiesto anche dalla bassa posizione di montaggio dei motori R8. Il cambio di marcia avviene con l’ausilio di un secondo blocco idraulico.

Il cambio R tronic è abbinato al programma launch control, che garantisce alla R8 GT partenze scattanti e comanda tanto le valvole a farfalla quanto l’innesto della frizione a un elevato regime di spunto. La potenza del motore viene così trasmessa all’asfalto con l’ideale coefficiente d’attrito degli pneumatici.

Grazie al suo motore centrale montato longitudinalmente, la Audi R8 GT presenta una ripartizione del peso tra i due assi con un rapporto di 43 a 57 e la trasmissione quattro è stata appositamente adeguata per trasmettere gran parte della coppia sull’asse posteriore. Il cambio è montato dietro il V10 e integra una presa di potenza per un albero cardanico che passa sotto il motore e, mediante un giunto viscostatico che controlla la trasmissione delle forze, si collega all’asse anteriore. In condizioni di marcia normali circa il 15% della coppia viene trasferita sull’asse anteriore; quando le ruote posteriori cominciano a slittare un altro 15% viene rapidamente trasmesso all’avantreno.

Il componente principale del giunto è un pacco di dischi a lamelle immerse in un liquido viscoso. Se in seguito a una riduzione della trazione sull’asse posteriore le lamelle cominciano a ruotare a velocità assai differenti, l’olio diventa più viscoso a causa del suo attrito interno e sull’asse anteriore viene trasmessa una coppia maggiore. Sul retrotreno della Audi R8 GT un differenziale autobloccante meccanico migliora ulteriormente la trazione. In caso di accelerazione l’effetto bloccante è pari al 25%, in fase di rilascio è pari al 40%.


 
Il telaio
L’handling della Audi R8 GT garantisce un divertimento di guida allo stato puro: la sportiva ad alte prestazioni affascina per un’accelerazione trasversale mozzafiato e una reattività eccezionale e pressoché immediata. Il motore è in posizione centrale, accanto all’asse verticale: nei veloci cambi di direzione l’inerzia della sua massa non è quasi percepibile. In ogni situazione la R8 GT reagisce dinamicamente, con grande precisione e stabilità.

Per quanto riguarda le sospensioni, la Audi adotta la classica struttura mutuata dalle competizioni: le ruote sono guidate da doppi bracci trasversali in alluminio. Il servosterzo idraulico a pignone e cremagliera fornisce al conducente un feedback assai sensibile della strada; con un rapporto di 16,3:1 dispone di una demoltiplicazione diretta. L’assetto è stato adattato in modo ottimale e la carrozzeria risulta ribassata di circa 10 mm. Una maggior campanatura delle ruote anteriori e posteriori migliora ulteriormente la manovrabilità.

Il modello di punta della serie R8 monta cerchi fucinati da 19” provenienti dagli impianti di Neckarsulm (Germania). Quelli anteriori sono nella misura 8,5Jx19, quelli posteriori in misura 11Jx19 con pneumatici rispettivamente di 235/35 e 295/30. L’indicatore di controllo della pressione degli pneumatici è di serie. In combinazione con cerchi a richiesta, per gli pneumatici posteriori è disponibile anche la misura 305/30. Per chi desidera conferire alla vettura un carattere più sportivo, la Audi offre pneumatici sportivi che su fondo asciutto assicurano prestazioni entusiasmanti. Una potenza estrema richiede un controllo superiore: dietro i grandi cerchi della R8 GT sono montati di serie freni a disco forati e autoventilanti in ceramica rinforzata con fibra di carbonio.

I dischi anteriori hanno un diametro di 380 mm, quelli posteriori di 356 mm. Le corone di attrito sono avvitate a tamburi in alluminio mediante elementi elastici. L’impianto freni pesa nel complesso 9 kg in meno rispetto a quello con componenti e viti in acciaio. Le pinze dei freni in alluminio, davanti con sei pistoncini, sono anodizzate in rosso - un colore esclusivo per la R8 GT - e recano la scritta “Audi ceramic”. Conformemente al principio della costruzione leggera, gli ingegneri Audi hanno lottato contro ogni grammo di peso superfluo anche nei freni.

Premendo un tasto si può impostare in qualsiasi momento la modalità sportiva del programma elettronico di stabilizzazione (ESP) che, quando si accelera in uscita dalle curve, assicura un sovrasterzo spettacolare, ma al contempo sicuro. Per la guida in circuito, il sistema può anche essere disattivato completamente.





Gli equipaggiamenti

Nonostante il severo rispetto del principio della costruzione leggera, la R8 GT non fa mancare nulla al suo conducente. Il modello di punta della serie offre il climatizzatore automatico, due alzacristalli elettrici, il sistema di navigazione con logica di comando MMI, un potente impianto audio, un sistema d’informazione per il guidatore e l’ausilio al parcheggio con segnalazione acustica e visiva. L’ESP integra una funzione di assistenza che facilita la partenza in salita. In caso di incidente intervengono due airbag anteriori e il sistema di protezione integrale della testa.

Su richiesta, la Audi monta un impianto audio a 10 canali da 465 Watt di Bang & Olufsen con dodici altoparlanti, cambia CD e “Audi Music Interface” per la pratica integrazione di un lettore mobile. Inoltre è disponibile un’interfaccia cellulare tramite Bluetooth, su richiesta anche con il nuovo microfono nella cintura di sicurezza. Questo dispositivo è composto, in realtà, da tre piccoli microfoni integrati nelle cinture, a cui se ne aggiunge un quarto collocato sul telaio del parabrezza. Inoltre la Audi offre la scelta fra selleria completamente in pelle, sedili regolabili e riscaldabili elettricamente, volante multifunzione, cappelliera in Alcantara, pacchetto portaoggetti, elementi di comando in pelle con cuciture a contrasto, impianto di regolazione della velocità e serbatoio da 90 litri.

Chi ama i dettagli esclusivi può scegliere tra un’ampia gamma di equipaggiamenti opzionali. Per gli esterni sono disponibili due cerchi opzionali, uno splitter anteriore in tinta con la carrozzeria e un rivestimento del vano motore in fibra di carbonio opaco con luci a LED. Nell’abitacolo si può optare per elementi in fibra sulle portiere, sul tunnel, nel cruscotto e sulla plancia. Inoltre è possibile avere cinture in colore rosso, arancione o grigio, tappetini con scritta R8 GT e battitacchi in fibra di carbonio illuminati in rosso. Su richiesta sono disponibili sedili con base in materiale composito di fibra di carbonio, ancora più leggeri dei gusci in vetroresina. Come optional, nel rivestimento in Alcantara può essere ricamato il logo R8 GT.


Per gli amanti della guida in circuito è inoltre disponibile un pacchetto Corsa che comprende rollbar integrati in rosso o in nero, collaudati e omologati anche per la circolazione su strada, cinture di sicurezza a quattro punti di ancoraggio in rosso o in nero, estintore e interruttore per lo stacco della batteria. Il modulo opzionale anteriore, pensato per la sola guida in circuito, comprende un apposito sistema di bloccaggio per le cinture di sicurezza a quattro punti e trasforma il roll-bar in un sistema integrale a gabbia.

La R8 GT è proposta in serie limitata a 333 esemplari, di cui 10 per l’Italia, ciascuno dei quali è dotato di una targhetta con il numero di serie sul pomello del cambio.